Condannato Roberto Bossi per un gavettone con la candeggina

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MILANO, 3 Aprile – Questa volta il protagonista della vicenda non è Renzo Bossi detto “il trota”, ma un altro figlio del leader della Lega, Roberto Bossi, 21 anni. Il figlio del senatur dovrà risarcire un militante di Rifondazione Comunista vittima di un gavettone alla candeggina. Il giudice di pace di Gavirate, in provincia di Milano, lo ha condannato, infatti, al pagamento di una pena pecuniaria e al risarcimento dei danni morali e dei danni biologici, oltre alle spese processuali. In totale dovrà pagare 1400 euro al militante di Rifondazione Comunista, Luigi Schiesaro.

I fatti risalgono al marzo 2010, alla vigilia delle elezioni amministrative: a Laveno Mombello, Schiesaro con altri militanti stava attaccando alcuni manifesti negli spazi elettorali tappezzati da cartelloni leghisti. Ad un certo punto da un’auto, una Fiat Ulisse, volano prima insulti e poi gavettoni carichi di candeggina che colpiscono il 47enne di Rifondazione, provocandogli irritazioni al volto. Il giovane Bossi, all’epoca 19enne, e un altro coetaneo, saranno poi ritenuti responsabili delle lesioni. La vicenda è stata ricostruita dopo oltre un anno di processo, poiché entrambi protagonisti denunciarono violenze.  Il giudice di pace, però, dopo aver ascoltato numerosi testimoni, alla fine ha dato torto al figlio del leader del Carroccio.

Luca Martano

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