Colorante cancerogeno in Cocacola e Pepsi, in California le due bevande sbiadiscono

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ROMA, 11 Marzo – Secondo quanto apparso sul Los Angeles Times negli ultimi giorni, la Coca-cola Company sarebbe stata “costretta” a ridurre le quantità di 4-methylimidazole, un tipo di colorante ammonio solfito, responsabile del classico color caramello della bevanda, ritenuto cancerogeno dallo stato della California. Unitamente a quanto accaduto, le accuse sarebbero ricadute anche sulla Pepsi Corporation, che da anni utilizza la stessa sostanza.

La vicenda: Nel 2008 lo stato della California inserisce il 4-methylimidazole nella lista di sostanze nocive per la salute dell’uomo, ritenendo che l‘assunzione di quest’ultima possa avere qualche tipo di correlazione con l’insorgenza di cancro. Le accuse contro Pepsi e Cocacola sono arrivate qualche anno dopo dal Center for Science in the Public Interest secondo cui la concentrazione di tale sostanza, il 4-MEI, presente nel colorante utilizzato dalle due multinazionali per i loro prodotti, superi di gran lunga le quantità consentite: 29 mm, contro i 140mm circa effettivamente utilizzati. In seguito a tale vicenda, sotto la pressione dei consumatori allarmati e delle leggi dello stato della California, le due Aziende avrebbero già provveduto a modificare la formula, per evitare di apporre la “scomoda” etichetta “nuoce gravemente alla salute” sulle bottiglie della tanto amata bevanda, che ne avrebbe perso inevitabilmente d’ immagine. La portavoce della Coca-cola Company, Diana Garza, così commenta la vicenda, sulle pagine del britannico The Guardian: “Anche se riteniamo non vi sia alcun rischio per il consumatore da giustificare questo cambiamento, abbiamo chiesto ai nostri fornitori di colorante  di ridurre i livelli di 4-metilimidazolo per evitare di dover tenere conto di questo obbligo che non ha alcun fondamento scientifico”.

La smentita, infatti, arriva dalla FDA, Food and Drug Administration, secondo cui le accuse mosse contro le due multinazionali abbiano come fondamento esperimenti condotti su ratti e topi, nei quali la somministarzione di dosi elevate di 4-MEI avrebbe causato il cancro. Ed aggiunge, per osservare tali risultati nell’uomo sarebbero necessarie dosi giornaliere elevatissime di tale composto, pari a circa 1.000 litri di Coca-cola ogni giorno per 70 anni. Anche l’American Beverage Association, altro ente specializzato nel controllo bevande, si è pronunciata a favore delle due Aziende, dichiarando: «Sono accuse scandalose, la scienza non dimostra che il composto 4-methylimidazole sia dannoso per la salute». Inoltre, in un’intervista apparsa sul Los Angeles Times, Ben Sheidler, altro portavoce della Coca-cola, afferma, che fuori dallo stato della California, il 4-methylimidazole, non viene considerato cancerogeno da altre agenzie.

Per ora i cambiamenti alla “formula segreta”, che, assicurano gli esperti, non andrà ad intaccare il caratteristico gusto della bevanda, saranno effettivi solo negli States, per evitare di contravvenire alle leggi che impongono l’utilizzo di minori quantità del colorante incriminato. In Europa il cambiamento non ci sarà. Il tossicologo Alessandro Barelli, del Centro antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma, rassicura i consumatori italiani: “Non c’è assolutamente alcun rischio per l’uomo! Probabilmente si tratta di una lotta tra lobby ai danni nella Coca-cola, qui la salute del consumatore non c’entra!”.

Antonia Silvestro

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