Ucraina: quando lo sport oscura l’importanza della vita

Home»Magazine»Ucraina: quando lo sport oscura l’importanza della vita

ROMA, 22 Gennaio – Torniamo di nuovo a parlare dell’Ucraina e della mattanza che sta avvenendo ai danni dei tanti randagi che si ritrovano, loro malgrado, a fare le spese per un evento sportivo. La situazione è sempre più grave e ogni giorno il suolo ucraino si macchia del sangue di vite innocenti, perché di esseri viventi parliamo, e lacrime dei tanti animalisti del posto costretti a guardare ogni giorni negli occhi di queste creature  la morte. Già in precedenza avevamo trattato questo terribile argomento, ma ciò che porta sgomento è che moltitudini di persone non sono ancora a conoscenza di questo scempio. Il fatto in sé è purtroppo assai semplice da spiegare. L’Ucraina, che ospiterà gli Europei di calcio 2012, ha pensato bene di rendere il paese più accogliente sterminando migliaia di animali randagi nei modi più cruenti possibile. Fucilazioni, avvelenamento, fosse comuni o peggio, forni crematori. Questa è la sorte che spetta alle anime a quattro zampe che calcano il territorio. A ciò si affiancano la volontà delle autorità di portare avanti questa barbarie e la noncuranza del presidente della Uefa, Michel Platini, che si è ampiamente discostato da tale problema esprimendo il proprio disinteresse. Nel contempo giornali e Tg non menzionano affatto tale problematica, artisti e volti noti della televisione che si professano animalisti – assieme ai tanti calciatori, persone maggiormente coinvolte nella faccenda – si sono dileguati. Chi rimane dunque? Pochi, anzi pochissimi, che si prodigano attivamente per questa causa. I volontari, gli animalisti convinti e pochi altri. Il ringraziamento più grande va però ad Andrea Cisternino, fotografo e attivista animalista, che ogni giorno lotta per la sopravvivenza di questi malcapitati animali. Il sogno che piano piano sta vedendo luce anche nella realtà è la costruzione di un grande canile dove salvare i randagi, cosa possibile solo grazie ai fondi da parte di persone di buon cuore.

Quello però sui cui bisognerebbe fermarsi e riflettere, è perché tante vite debbano pagarne le spese per un semplice, e se vogliamo inutile, gioco. Da sempre lo sport è considerato qualcosa di positivo che in particolar modo serve ad unire le persone, e spesso anche ad aiutare quest’ultime assieme alle proprie problematiche. Ma mai come in questa occasione lo sport è diventato motivo di violenza. I recenti trascorsi in fatto di violenza negli stadi, sono la prova inconfutabile di come il gioco del calcio sia ormai veicolo di atti discutibili. In quanti, soprattutto genitori, avranno pensato di portare i propri figli allo stadio per assistere dal vivo ad una partita di calcio. E tutto per far felice un bambino che nutre passione in un gioco e vorrebbe solo vedere il proprio beniamino. Ultimamente questo accade di meno, poiché il semplice assistere ad una partita è diventato motivo di paura per la propria incolumità, e  non per via di individui appassionati ad un gioco ma di gente “malata” che non sa ormai distinguere la realtà. Sembra superficiale o assurdo additare come malati questi fanatici, ma i risultati sono purtroppo questi. Quanti avranno assistito direttamente o per mezzo di televisione e giornali alle “botte da orbi” fra tifosi di squadre diverse?  Tutti, e il più delle volte a rimetterci sono quegli stessi padri che devono negare al proprio figlio la felicità di partecipare ad un gioco il cui scopo sarebbe quello di unire tanti. E come questo avviene in altri paesi, lo stesso avviene in Ucraina. In nome dello sport e di un gioco si è arrivati a decretare la morte di centinaia e centinaia di esseri viventi. L’importanza degli Europei avrebbe di certo portato beneficio alla nazione, ma macchiandosi con questo crimine, ha solamente incrinato la propria posizione e quella del calcio in generale. Certo i soldi acquisiti grazie a quest’evento sportivo non sono pochi e sicuramente sono stati soprattutto quelli a fare gola e a voler dunque presentare il lato migliore del paese, quello senza randagi nelle strade. Dunque che farne per dare una buona impressione al turismo che ne verrà durante e in seguito all’evento? Semplice, sterminarli. Si parla poi di una somma di denaro piuttosto alta quella che la Uefa elargirà alla nazione, soldi che si sarebbero potuti impiegare, almeno in parte, per la salvaguardia di questi animali, ma ovviamente è chiedere troppo di mettere le mani in tasca per una sistemazione degna, dunque meglio eliminare il problema alla radice. Quello che sconcerta però è che i soldi per un forno crematorio “portatile” sono stati trovati eccome!

Ci si deve chiedere perché un gioco porti a livelli così bassi per la dignità umana, e cosa spinge l’uomo a dare più risalto ad un gioco piuttosto che ad una vita. Perché alla fine di vite si parla e di esseri viventi che come l’uomo hanno diritto a vivere. Vita, una parola ormai forse priva di significato per molti, oscurata solo dagli interessi e dal profitto. È la realtà di oggi: si uccide per soldi, per gioco, per scommessa o per gli sporchi interessi di molteplici società ed aziende, perché alla fine oggi la parola vita non esiste più ma esiste solamente il richiamo del dio denaro. Denaro col quale si da il via ad un gioco ormai macchiato di sangue innocente.

Sabrina Spagnoli

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.