Febbre dell’oro: a Parma è caccia al tesoro bizantino

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ROMA, 20 NovembreSecondo quanto riportato in una lettera proveniente da New York, un antico tesoro sarebbe nascosto a Parma. E senza pensarci su, gli abitanti della provincia emiliana armati di pale e metal detector si trasformano in “Indiana Jones” alla ricerca dell’ambito bottino. Questa caccia al tesoro sarebbe nata dalla pubblicazione del libro «I fiori del giardino di Allah», che svela la vicenda del tesoro nascosto.

Tutto è iniziato da una misteriosa lettera giunta da New York che riportava: “Un antico tesoro è nascosto nella città di Parma, tra la Cittadella e la zona dello stadio Tardini”. Il resto è facilmente immaginabile: sbucano uomini armati di metal detector veri o artigianali, amanti dello sport si convertono al carotaggio, mamme a spasso con i propri figli nel parco si trasformano in “Indiana Jones” armate di mappa e penna. Nella provincia emiliana sono tutti a caccia del tesoro bizantino. Secondo quanto scritto dall’autore della lettera, Francis Pelagatti, il bottino in questione sarebbe consistente: un tesoro d’oro bizantino che risalirebbe al 567 d.C. e alla fuga dell’esarca di Costantinopoli braccato dai Longobardi. A giugno tale Attār Farīd al-Shahīd (uno pseudonimo), ha pubblicato il libro “I fiori del giardino di Allah” che narra la fine di Maometto. Secondo l’autore Abu Muwaihiba al-Akhir fu l’ultimo testimone oculare degli eventi che nell’anno 632 d. C. determinarono la fine del Profeta. Nella narrazione, si fa riferimento anche a Parma: infatti è proprio qui che uno degli antenati di Muwaihiba sta maneggiando una mappa alla ricerca dell’oro bizantino che dovrebbe essere sepolto “inter meridies ed orientem solem”, ovvero a sud est, proprio dove le linee si incrociano nel punto x: la zona tra lo stadio di Parma e il parco. Insomma, se è vero che due indizi fanno una prova, ecco spiegato il delirio dei parmensi. Il libro spiega anche dove si troverebbe il tesoro: nelle aree comprese tra via Zarotto e via Torelli. E ci vuol poco ad accorgersi che in quella zona c’è anche lo stadio Tardini. Ed è proprio qui intorno che gli arabi andranno a scavare in massa nelle prossime notti.

Quindi non una leggenda ma realtà: il tesoro bizantino è sepolto a due passi dal Tardini. I cittadini nel frattempo, continuano con l’archeologia fai da te. In fondo, già per i greci, Parma era definita Crisopoli, “città d’oro”: continuare a non considerare questi indizi, soprattutto in tempi di crisi, potrebbe essere poco saggio. E intanto, visione utopica o meno, a Parma, la caccia al tesoro continua.

Alessia Ribezzi

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