Caos Climatico: Greenpeace lancia l’allarme

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ROMA, 5 NOVEMBRE – Greenpeace ritiene che eventi atmosferici estremi come quelli di queste settimane (il disastro alle Cinque Terre e l’alluvione a Genova) saranno purtroppo sempre più frequenti e violenti se non si invertirà al più presto la rotta in materia di emissioni di gas serra.

Da un studio pubblicato lo scorso febbraio su Nature, emerge come le emissioni di gas a effetto serra abbiano contribuito all’aumento delle precipitazioni estreme nei due terzi dei casi relativi all’emisfero nord. Secondo i dati del gruppo Munich RE, negli ultimi sei anni, i danni dovuti a eventi meteo estremi, a livello mondiale, sono costati tra i 50 e i 100 miliardi di dollari l’anno; mentre i morti causati da questi eventi vanno da ottomila (2009) fino a ottantamila (2008). Ed è proprio per questo che Greenpeace “chiede al governo italiano di sostenere, nei prossimi negoziati di Durban, la necessità di nuovi stringenti accordi internazionali per la salvaguardia del clima; e chiede la dismissione degli impianti di produzione termoelettrica basati sulle fonti fossili e investimenti in fonti rinnovabili ed efficienza energetica. È certo che ci sono molte cause per la violenza dei fenomeni meteo che stanno colpendo il nostro Paese, e che ve ne sono altrettante per i danni e le vittime che producono, compresi il dissesto idrogeologico e la gestione del territorio -sostiene Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace- è altrettanto chiaro, però, che questi eventi sono sempre più frequenti e intensi e che, come ha ricordato il presidente Napolitano, essi sono la conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”.

 

Alessia Ribezzi

 

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