Francia: Apple in tribunale per applicazione giudicata antisemita

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ROMA, 30 Ottobre – La Apple è finita sotto accusa per aver sviluppato e messo in vendita sull’AppStore francese un’applicazione per iPhone che agli occhi di molti è apparsa discriminatoria e antisemita. “Juif ou pas Juif?”,che tradotto in italiano suona come “Ebreo o non Ebreo?”, è questo il nome dell’applicazione che ha scatenato un’infuocata polemica, in Francia e non solo.

L’applicazione in questione, fino a qualche tempo fa liberamente scaricabile da iTunes, possiede un database di 3500 nomi di personaggi e celebrità, ed è provvista di un motore di ricerca interno attraverso il quale è possibile scoprire chi tra questi personaggi abbia un’ascendenza o una parentela giudaica. Nel database, moltissimi VIP francesi, tra cui il Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, Dominique Strauss-Kahn e altri nomi noti, di cui si mette in evidenza l’origine ebraica.

Quello che sta facendo discutere è l’impianto stesso dell’applicazione. Ci si chiede infatti per quale motivo, e soprattutto chi potrebbe avere interesse a ricevere informazioni di questo tipo. La Ligue internationale contre le racisme et l’antisémitisme (LICRA) ha accusato la Apple di aver messo in commercio un’applicazione dal contenuto chiaramente antisemita, in quanto fondata “su una caratteristica etnica o religiosa, il che è illegale in Francia”. È stato così possibile rimuovere, a partire dallo scorso 18 ottobre, “Juif ou pas Juif” dall’AppStore francese. Tuttavia, questo risultato non è sufficiente per LICRA, che ne chiede anche la rimozione dagli altri AppStore e la cancellazione in remoto dai dispositivi sui quali è già stata installata. La causa presso il tribunale di Parigi è già stata avviata da parte della Lega Antirazzista, e la sentenza è attesa per il 17 novembre.

Il dato curioso dell’intera vicenda è però l’intento di Johann Levy, il creatore della controversa applicazione. Levy, di origine ebraica, ha spiegato che l’idea di fondo non era certamente quella di discriminare gli Ebrei, ma al contrario di stimolare il senso di appartenenza alla comunità ebraica.

Francesca Garreffa

 

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