Bambini italiani in vacanza...si salvi chi può!

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ROMA, 30 Ottobre – I bambini italiani in vacanza all’estero sono i più maleducati e incivili. Lo sottolinea una ricerca effettuata dall’associazione Donne e qualità della vita, condotta su un campione di 500 albergatori europei. Il quadro è impietoso: il 66% degli intervistati ha affermato che gli under 18 italiani in vacanza sono più indisciplinati, incivili irrispettosi rispetto ai loro coetanei europei.

Al primo posto nella classifica della maleducazione, si collocano i figli dei milanesi e dei romani, quasi a pari “merito” (rispettivamente il 19% e 17% dei giudizi negativi). Seguono i marmocchi napoletani (14%), torinesi (13%), bolognesi (11%), baresi (10%), palermitani (8%) e calabresi (7%). I più educati tra i bimbi italiani sarebbero invece i fiorentini e gli umbri (che incassano soltanto il 3% dei giudizi negativi) seguiti a poca distanza dai veneziani (5%).

Gli albergatori europei affermano che i bambini italiani sono spesso irrispettosi e molesti per gli altri ospiti dell’albergo. Gli viene rimproverata soprattutto l’eccessiva vivacità fuori luogo, nelle stanze e negli spazi comuni: urla, schiamazzi, parolacce e capricci (secondo il 22% degli intervistati), ma anche le corse nei corridoi e nella hall dell’albergo (20%), e i danni alla struttura come scritte sui muri e oggetti rotti (17%). Ma è soprattutto a tavola che i genitori italiani non riescono a tenere a bada l’esuberanza dei propri figli: voce troppo alta, capricci e corse tra i tavoli (15%). Inoltre, il 9% del campione condanna la cattiva abitudine di tenere alto il volume di tv e radio nelle stanze.

Sempre secondo la ricerca, i bambini in assoluto più amati dagli albergatori europei proverrebbero dall’area del Nord Europa: al primo posto per buona condotta gli svedesi (27%), seguiti a ruota dai danesi e dagli svizzeri. Collezionano giudizi positivi anche i bimbi irlandesi e quelli inglesi (19% e 15%). Più educati degli italiani anche i figli di spagnoli e russi, che ottengono il 12% dei consensi.

Francesca Garreffa

 

 

 

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