Latina: sequestrato lo zoo safari

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ROMA, 7 SETTEMBRE – Esercitava abusivamente l’attività di giardino zoologico ed esponeva al pubblico animali pericolosi ed appartenenti a specie protette. Per questo motivo è stato sequestrato il Parco Zoo “Safari Park” di Latina dal personale del Servizio CITES Centrale del Corpo forestale dello Stato. L’operazione è stata condotta nell’ambito di un controllo effettuato presso le strutture zoologiche in provincia di Latina. Il Parco in questione, esercitava abusivamente l’attività di giardino zoologico, esponendo al pubblico animali domestici ed esotici nei pressi di Borgo Grappa. La struttura ospitava le più svariate specie animali: un elefante indiano, cammelli siberiani, ippopotami, struzzi, orsetti lavatori, scimpanzé, macachi e yak.

Secondo quanto emerso, all’interno della struttura, oltre a quella di animali domestici, il personale del corpo forestale ha riscontrato anche la presenza di esemplari pericolosi appartenenti a specie protette dalla Convenzione di Washington che tutela fauna e flora in via d’estinzione. Inoltre,gli animali pericolosi erano privi delle necessarie autorizzazioni previste ai fini della tutela della salute e dell’incolumità pubblica, mentre quelli appartenenti a specie protette non avevano la regolare certificazione prevista ai sensi della normativa internazionale Cites. Eppure quello zoo era aperto al pubblico, con tanto di biglietto da pagare, area ristoro e giochi per i bambini.

Il personale della Forestale ha quindi immediatamente predisposto il sequestro amministrativo della struttura e quello preventivo tutti gli animali ospitati nel parco, oltre ad elevare una sanzione amministrativa al proprietario della struttura pari a 30.000 euro. Gli esemplari sono stati affidati in custodia giudiziale.

In realtà, la struttura di fatto adibita a giardino zoologico è riferibile, per taluni animali, anche a nota famiglia circense che ha portato fin di recente i suoi numeri sotto insegne (con nomi e parentele) di prim’ordine nel panorama circense italiano. Il tendone non c’era più, ma fino a qualche anno addietro, nel carrozzone del circo, era possibile vedere lo sguardo dello scimpanzé e dell’elefante. Animali comparsi sotto insegne che si rifacevano a improbabili paternità estere, come è tutt’ora in uso nel mondo circense italiano. In realtà era tutto italiano, di Latina.

Marina Mignano

Fonte immagine: roma.corriere.it

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