Frode a Frosinone da 60 mln, un arresto

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ROMA, 24 Maggio – Un noto imprenditore ciociaro, titolare di aziende con filiali in diverse parti d’Europa, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Frosinone con l’accusa di aver frodato il fisco per oltre 60 milioni di euro.

La frode, scrive l’agenzia Ansa, sarebbe stata possibile con il ricorso a prestanomi che utilizzavano fatture per operazioni inesistenti emesse da altre società che non svolgevano alcuna attività economica, ma che si preoccupavano esclusivamente di emettere fatture false, sempre gestite dallo stesso soggetto e prive di qualsiasi mezzo, bene o dipendente. Una volta ottenuto un credito Iva soddisfacente e l’abbattimento di tutti i ricavi (grazie ai costi fittizi delle fatture false), anche queste società emettevano fatture false a beneficio di nuove società, sempre riferibili allo stesso soggetto, che potevano così vantare crediti Iva ed annullare i debiti tributari. A questo punto scattavano le operazioni di distruzione di ogni traccia di tali società fasulle: i prestanome che le amministravano per conto dell’indagato ricevevano l’ordine di ritirare la documentazione dal commercialista e di incendiarla. Tutti i beni accumulati in questi anni e ritenuti di provenienza illecita sono stati posti sotto sequestro.

Valentina Ferrari

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