Giornalista Rai: “I tifosi napoletani si riconoscono dalla puzza”, sospeso

Home»Italia»Cronaca»Giornalista Rai: “I tifosi napoletani si riconoscono dalla puzza”, sospeso

ROMA, 22 OTTOBRE – La Rai ha deciso di sospendere Giampiero Amandola per “l’inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell’edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre”. Viale Mazzini ha anche deciso di aprire un procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Il giornalista, prima di Juve-Napoli, forse per ingraziarsi i tifosi, aveva fatto una battutaccia scontata e volgare sui napoletani scatenando le polemiche della rete. Da Facebook a Youtube (dove alcuni hanno già pubblicato il video di risposta sull’igiene borbonica), molti utenti hanno replicato con una pioggia di critiche. Indignazione che giunge da entrambe le tifoserie, quella napoletana e quella juventina. Il sito dei supporter bianconeri si è subito “dissociato”. Il comitato di redazione Rai si è scusato con i telespettatori per gli “apprezzamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi del Napoli” e ha anche spiegato che “il collega ha riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio”.

Il “Movimento Neoborbonico” annuncia una querela nei confronti del giornalista del TG3 Piemonte e dei vertici della Rai. “Il giornalista e l’azienda pagati con i soldi dei napoletani – afferma in un comunicato il segretario dei Neoborbonici, Salvatore Lanza – risponderanno in Tribunali delle loro offese vergognose. Ai politici meridionali, incapaci non solo di rappresentarci, ma di difenderci dall’ aggressione razzista, mettiamo sul conto anche le offese razziste del servizio pubblico”.

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, ha chiesto all’Ordine del Piemonte di aprire un procedimento disciplinare nei riguardi di Giampiero Amandola. Iacopino ha formulato la richiesta in un post pubblicato ieri sera sulla propria pagina Facebook. “La puzza. Aumenta – scrive Iacopino – quella sul servizio mandato in onda dalla Rai di Torino. Ma – aggiunge – come si fa ad evocare “la fretta” come scusante? L’insulto era contenuto in una domanda non in una voce fuori campo. Un po’ di rispetto. Almeno un po’ – ha concluso Iacopino – Un po’ di dignità”.

Amandola non rilascia dichiarazioni ufficiali ma ambienti a lui vicini riferiscono il suo dispiacere per quello che lo stesso cronista considera un equivoco nato in seguito a una sua battuta che voleva essere contro i cori razzisti negli stadi e non contro i supporter partenopei.

Valentina Ferrari

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.