Le 'sentinelle del caffè' contro la 'Ndrangheta

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ROMA, 11 OTTOBRE – Svegli per tutta la notte, con gli occhi spalancati, a guardia del… caffè. Gli operai della Guglielmo, azienda leader nel settore della torrefazione, hanno deciso di presidiare i capannoni industriali di Copanello, a pochi chilometri da Catanzaro, per impedire nuovi attacchi della criminalità organizzata. Le cosche si sono fatte sentire, per la prima volta, lo scorso mese di settembre, bruciando due camion aziendali, parcheggiati all’interno dello stabilimento. Da quel giorno gli operai hanno scelto di produrre anche di notte, manifestando l’interesse di salvaguardare l’azienda da nuovi possibili attentati.

Le ‘sentinelle del caffè’ si sono inventati nuovi turni che vanno dalle 14 alle 7 del mattino successivo per consentire la vigilanza nelle 24 ore. Le ronde notturne oltre a controllare il territorio aziendale, sviluppano lavoro, tostando e insaccando i chicchi della Guglielmo, diventata ambasciatrice della Calabria nel mondo.

Da qualche anno l’azienda, nata nel 1945, ha fatto conoscere il proprio aroma anche in Corea. La decisione degli operai di presidiare lo stabilimento è un atto di attaccamento al lavoro nei confronti di un’azienda che rappresenta una tra le più importanti realtà produttive presenti sul territorio regionali. Ed è per questo che i dipendenti della multinazionale calabrese hanno deciso di difendere con le unghie e con i denti il loro patrimonio, tenendo lontano quelle che sono le mire della criminalità organizzata.

Ma mai prima d’ora le famiglie della ‘ndrangheta organizzata avevano avuto mire sulla Guglielmo. Le decine di arresti di boss e gregari nel catanese alimentano il sospetto che le nuove leve possano aver individuato nella Guglielmo la nuova azienda da spremere con richieste estorsive. Ipotesi, questa, smentita da Daniele Rossi, contitolare della Guglielmo caffè. Attorno all’industria di caffè si sono sviluppate le attenzioni della magistratura di Catanzaro e degli investigatori.

Sabrina Bachini

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