Probabilità di salvezza per il registro tumori in Campania

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NAPOLI, 17 SETTEMBRE – Aveva suscitato non poche polemiche la proposta di abolizione del Registro dei tumori della Campania voluta fortemente dal governo Monti, giustificata dal taglio necessario delle spese sanitarie. La prima risposta in merito è giunta stamane da Stefano Caldoro, governatore della regione Campania, che mira a salvare il registro attraverso un decreto commissariale  e il reperimento di 1, 5 milioni di euro per l’allestimento di strutture e apparecchiature necessarie per sostenere il registro medesimo.

Quest’ultimo ha dimostrato la sua importanza per il reperimento di dati necessari a stabilire l’incidenza del cancro in un determinato territorio attraverso la mappatura dei casi analizzati e per mettere poi in relazione tali dati con l’inquinamento affinché si possa stabilire quanto un territorio incida nell’insorgenza di malattie dei suoi cittadini. A suo discapito il registro ha però le considerazioni altrettanto valide che lo reputano una metodologia obsoleta, in quanto per metterlo a punto ci vogliono cinque anni e i primi dati utili giungono per lo meno dopo dieci anni dall’avvio delle casistiche.

Nel frattempo restano attivi i piccoli registri di Pomigliano D’arco e Salerno. In ogni caso l’assenza del registro non aumenterà le probabilità di contrarre tumori, giusto per sfatare alcune leggende metropolitane. Ciò che verrà a mancare, qualora fosse definitivamente abolito, sarà la possibilità di dedurre delle tendenze generali che attualmente emergono grazie alla sua presenza in riferimento a casi e zone specifiche a livello locale.

Filice Alessandra

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