Rossella Urru è libera, Sumagheo festeggia la sua liberazione

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ROMA, 19 LUGLIORossella Urru sarà presto a casa. Dopo 268 giorni di sequestro, la cooperante italiana rapita lo scorso 23 ottobre a Tinduf, al confine tra Algeria e Mali, è finalmente stata liberata. La lieta notizia è arrivata mercoledì 18 luglio, intorno alle sette e mezza di sera, dopo un intero pomeriggio di voci, indiscrezioni e speranze.

“Rossella Urru è stata liberata, è una bellissima notizia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi. A queste parole, l’Italia ha tirato un sospiro di sollievo. Primi fra tutti, i genitori di Rossella, i suoi amici e gli abitanti di Samugheo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso “sollievo e gioia”, mentre il premier Mario Monti si è complimentato con «gli organi dello Stato per questo ulteriore successo che l’Italia ha segnato nella lotta contro il terrorismo internazionale”.

Il ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi ha dichiarato: “È finito un incubo. Rossella è una donna coraggiosa, che crede nel valore della solidarietà e della promozione del dialogo tra i popoli. È figlia dell’Italia migliore, quella che guarda al futuro, quella di cui possiamo essere tutti fieri”. Gioia e sollievo anche per la spagna. Insieme a Rossella Urru sono stati liberati anche Ainhoa Fernàndez ed Enric Gonyalons, i due cooperanti spagnoli sequestrati con la giovane italiana.

I tre erano stati rapiti il 23 ottobre dal Mujao (Movimento per l’unità e la jihad nell’Africa Occidentale), un gruppo secessionista di Al Qaeda nel Maghreb. Rossella Urru, 30 anni, si trovava a Tinduf come coordinatrice del progetto per il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli nei campi dei rifugiati saharawi.

A quanto si apprende, dal momento del rapimento i cooperanti sono sempre stati in Mali. Non è ancora chiara la dinamica della liberazione. Un esponente del gruppo islamico ieri ha dichiarato che “le condizioni” per il rilascio degli ostaggi “erano state rispettate”, spiegando che il Mujao voleva la liberazione di “tre detenuti in un paese islamico” e il pagamento di un riscatto. Secondo la stampa spagnola, invece, la liberazione è avvenuta “senza condizioni”. Rossella, Ainhoa ed Enric si trovano ora in Burkina Faso e da lì raggiungeranno presto l’Italia e la Spagna. L’arrivo a Roma della cooperante italiana è previsto già per questo pomeriggio.

Valentina Ferrari

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