Sarah Scazzi: è stata uccisa da una cinta, Misseri non l’ha uccisa

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TARANTO, 4 LUGLIO – Il caso Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni uccisa e gettata in un pozzo il 26 Agosto 2010, ad Avetrana, ancora oggi, a quasi due anni di distanza fa ancora discutere, lasciando molte domande in sospeso. Alla luce dell’ultima deposizione in Tribunale, la 19esima per la precisione, di fronte alla Corte d’Assise di Taranto, il Professor Luigi Strada ha spiegato che l’arma del delitto potrebbe essere stata una cinta e non una corda.

In aula è stato mostrato un video illustrato in cui Michele Misseri, ai tempi del carcere, simulò l’aggressione usando un foulard per la dimostrazione dell’omicidio. Misseri avvolse per due volte il foulard iniziando dalla parte posteriore e solo la terza da quella anteriore. Secondo il medico, se Misseri avesse adottato il metodo come nei primi due tentativi, ci sarebbe voluto molto più tempo per uccidere la ragazza. In sostanza, la simulazione ha fatto sorgere parecchi dubbi che sia stato Misseri ad uccidere la piccola Sarah. Il Professor Strada ha, dunque, escluso che chiunque abbia ucciso la ragazza, abbia fatto un doppio giro di corda o cinta.

Sempre in aula, l’avvocato Franco Coppi, ha fatto notare a Strada che in realtà, il giro del foulard è iniziato dalla parte anteriore del collo, mentre il professore ha continuato a sostenere la tesi che Misseri ha fatto un doppio giro “non compatibile con le ferite”.  In aula sono, inoltre, stati riascoltati i due testimoni, la commessa del fioraio, Vanessa Cerra, e il marito Giovanni Cucci, le cui testimonianze sono state giudicate sommatorie a quelle già raccolte nelle precedenti udienze.

Valentina Misseri, sorella di Sabrina, ha dichiarato di sostenere da sempre che sia stato il padre ad uccidere Sarah. L’uomo ha sempre confermato la prima versione dei fatti, e sempre secondo Valentina, quando il padre accusò la sorella, l’uomo non era lucido, perché sotto l’effetto di alcuni farmaci. Rispondendo ad una domanda dell’avvocato Coppi, Valentina ha affermato che allora fu l’avvocato d’ufficio Galoppa a suggerire a Misseri di accusare Sabrina, ma subito dopo l’uomo ritrattò. Mentre alla domanda del Pubblico Ministero Mariano Buccoliero ha risposto che la sera prima dell’omicidio, non vi è stata alcuna lite tra Sarah e Sabrina. In aula erano presenti anche le due indagate, Sabrina Misseri e la madre Cosima.

Stefano Roselli

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