Monti contestato a Bergamo: la Lega lo accoglie con fischi e striscioni

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ROMA, 26 Maggio – Il premier Mario Monti è stato duramente contestato oggi a Bergamo. Il Presidente del Consiglio ha partecipato questa mattina alla cerimonia di giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza e, nel corso del suo intervento, si sono levati fischi e urla di dissenso da parte di un gruppo di contestatori presumibilmente di area leghista. Al gruppo composto da una decina di manifestanti si sono poi aggiunte le proteste provenienti da un corteo di qualche centinaio di persone (cinquecento secondo la questura) che si sono avvicinati all’area dove si svolgeva la cerimonia, gridando slogan contro il governo, accendendo fumogeni e mostrando alcuni striscioni. Il corteo è stato però tenuto a distanza dalle forze dell’ordine e fortunatamente, non si sono registrati incidenti. Ma le contestazioni sono arrivate anche dal cielo: un piper a cui era stato legato uno striscione con il messaggio “Basta Monti, basta tasse”, firmato “Lega Nord”, ha più volte sorvolato la piazza.

“La lotta all’evasione fiscale non si fa con valori vacui o gesti di protesta.” ha detto il premier, che in più punti del suo intervento è stato costretto ad alzare il tono della voce per farsi sentire dai presenti. “L’evasione fiscale è non solo una violazione del rapporto con lo Stato, ma è un fattore di ostacolo alla realizzazione di una dinamica di concorrenza leale tra le imprese, di aumento della pressione fiscale e di ingiustizia nei rapporti tra i cittadini.” Molti comunque gli applausi della folla presente che hanno sottolineato le parole del Presidente del Consiglio. Monti ha poi fatto presente che sono soprattutto i cittadini dell’Italia settentrionale ad essere penalizzati “nella competitività internazionale delle nostre imprese” a causa delle “sacche di grande evasione che si annidano ovunque nel Paese, e forse più in altre parti del Paese che in questa”.

Il Professore ha anche risposto indirettamente ai contestatori quando, parlando della crisi, ha spiegato che “l’uscita dalla crisi richiede un rilancio della crescita economica a livello europeo e non dobbiamo mai farci prendere dallo sconforto. È una crisi – ha aggiunto Monti – che viene da lontano, questo deve essere capito non cercando distrazioni nel vociare ma cercando di meditare.” Il premier ha inoltre dedicato qualche parola proprio ai suoi oppositori del Carroccio, affermando che sbaglia “chi crede di risolvere i problemi con superficiali istanze separatiste”.

Infine, il Presidente del Consiglio ha ricordato le figure di Falcone e Borsellino, esprimendo gratitudine per “coloro che hanno assolto al proprio compito fino al supremo sacrificio della vita”. Rievocando le drammatiche stragi di Capaci e di via D’Amelio, Monti ha sottolineato come “con quegli attentati sono state colpite delle vite umane, ma non è stata colpita la continuità dello Stato e la sua capacità di reagire alla violenza e alla criminalità.” “Sul sangue di quelle vittime – ha concluso il premier – l’Italia ha rafforzato la sua azione e moltiplicato gli sforzi, tanto che tutti i capi mafia, tranne uno, oggi sono all’ergastolo”.

Francesca Garreffa

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