Altre due vittime della crisi, la lista dei suicidi si allunga

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ROMA, 25 Maggio Altre due strazianti storie, altre due vittime della crisi, persone che hanno preferito lasciare la vita perché stanche di lottare. E continua ad allungarsi, la lista delle vittime di questa crisi nera, che non lascia spazio nemmeno ad uno spiraglio di luce. Due storie differenti, due vite diverse, ma con la stessa tragica fine, il suicidio, che per loro è stata evidentemente, l’unica soluzione in grado di risolvere tutti i problemi.

La prima orribile storia, vede vittima una giovane donna di Parma, di soli 38 anni. Il suo corpo è stato rinvenuto questa mattina, lungo la spiaggia di Osta sul litorale romano da un passante, che ha immediatamente avvisato il 112. Una volta accorsi sul posto, i Carabinieri hanno trovato il cadavere ancora con il coltello nella mano destra. Ha deciso di morire pugnalandosi per sei volte il petto, come conferma anche il medico legale.

La donna faceva la parrucchiera nella città emiliana, e prima di partire per Roma, ha lasciato ai suoi cari due lettere, ora nelle mani degli inquirenti, in cui scriveva che voleva tanto vedere Roma, e morire vedendo il mare. Ha poi chiesto scusa ai familiari per la vergogna che il suo suicidio avrebbe provocato loro. Ha poi scritto del suo lavoro, dicendo di averlo svolto sempre con il massimo impegno, però non avrebbe ricevuto lo stesso trattamento chi le stava attorno.

Sempre nella notte scorsa, un uomo di 61 anni ha deciso di dire basta alla vita, impiccandosi. La notizia ci giunge dalla Valle d’Aosta, dove l’uomo, di professione artigiano del settore edile, residente a Saint-Vincent, si è suicidato all’interno di un cantiere a Champdepraz impiccandosi ad un tubo. In quel cantiere l’uomo, aveva lavorato nel passato per diverso tempo. Il 61enne fino a qualche tempo fa, lavorava e dirigeva una ditta a conduzione familiare. Negli ultimi mesi però, a causa della forte crisi che  lo aveva investito, si era ritrovata a dover lavorare da solo e a cottimo. Nei giorni passati in più, l’artigiano aveva ricevuto da parte di Equitalia, un’ingiunzione di pagamento per 10mila euro di debito.

Martina Tirico

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