Vent'anni fa la strage di Capaci: Palermo ricorda Falcone e Borsellino

Home»Italia»Cronaca»Vent’anni fa la strage di Capaci: Palermo ricorda Falcone e Borsellino

ROMA, 23 Maggio – Giornata di commemorazione a Palermo per i 20 anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio. A Capaci, sull’autostrada che collega l’aeroporto con Palermo, il 23 maggio del 1992 morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Circa 500 chili di tritolo, posizionati in un tunnel scavato sotto l’autostrada tra il capoluogo siciliano e l’aeroporto di Punta Raisi, vennero fatti saltare in aria con un comando a distanza mentre Falcone e la sua scorta stavano transitando su due auto. L’esplosione fu devastante, spazzò via oltre 300 metri di strada coinvolgendo anche altre vetture. Esecutore materiale dell’attentato fu riconosciuto anni dopo Giovanni Brusca. Fu lui, secondo i magistrati, a premere il tasto sul telecomando facendo esplodere l’ordigno. Quell’evento, insieme al successivo attentato costato la vita a Paolo Borsellino, segnò a suo modo una svolta nella lotta contro Cosa Nostra. Da allora, infatti, accanto alle ipotesi di collusioni tra Stato e mafia di cui si discute ancora oggi, si moltiplicarono i pentiti e le informazioni ricavate portarono all’arresto del capo della Cupola mafiosa, Totò Riina.

Il Premier Mario Monti è giunto stamani nel giardino della memoria di Ciaculli di Palermo per rendere omaggio alle vittime della mafia. Con Monti sono presenti il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e il capo della polizia Antonio Manganelli. Oggi arriverà nel capoluogo siciliano anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Non c’è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità. L’unica ragion di Stato è la verità”, ha dichiarato Monti.

Sono arrivate stamani nel porto di Palermo, sotto una pioggia battente, le due navi della legalità con a bordo migliaia di studenti di tutta Italia tra cui tremila ragazzi della scuola di Brindisi  alla quale un ordigno ha ucciso sabato scorso la sedicenne Melissa Bassi. Ricordiamo che il nome della scuola è dedicata alla moglie di Giovanni Falcone. Ad accoglierli centinaia di ragazzi. In aria sono stati lanciati decine di palloncini tricolori. Ad aprire il corteo una barca a vela interamente realizzata dall’istituto Nautico di Palermo e dedicata a Francesca Morvillo. Sulle navi le gigantografie di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

“C’e stato un periodo fosco e c’è ancora molto da fare – ha detto Leonardo Guarnotta, presidente del tribunale di Palermo – ma forse siamo alla fine del tunnel grazie anche all’impegno dei magistrati di Caltanissetta che indagano sulle stragi. Questi ragazzi qui oggi che nel 1992 non erano ancora nati ci ricordano che bisogna avere la dignità di essere cittadini e non sudditi”. Tanti gli striscioni preparati dagli studenti, tra cui uno: “Benvenuti a casa nostra». E tanti cori fra i quali spicca: “Palermo è nostra e non di Cosa Nostra”.

“Non vi fate intimidire, non abbiate paura”, ha detto agli studenti il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Dal palco, dopo l’arrivo a Palermo, Maria Falcone, sorella di Giovanni, ha salutato e ringraziato gli studenti per la grande partecipazione: “Felice di vedere ogni anno sempre più partecipazione”. Centinaia di cittadini, tenendosi per mano e formando una catena umana, hanno circondato ieri sera il palazzo di Giustizia di Palermo per esprimere solidarietà e vicinanza ai magistrati alla vigilia dell’anniversario della strage. In occasione del ventesimo anniversario della strage di Capaci, l’Fbi dedica sul suo sito un tributo a Falcone: “Un coraggioso avversario della Mafia e uno dei primi sostenitori della cooperazione internazionale nella lotta al crimine organizzato”.

VIDEO| LA STRAGE DI CAPACI

Valentina Ferrari

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.