Governo battuto al Senato sulle pensioni dei supermanager

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ROMA, 3 Maggio – Il governo è stato battuto al Senato su un emendamento – presentato in tre versioni identiche da Idv, Lega e Pdl – che ha abrogato il comma 2 dell’articolo 1 del decreto legge sulle commissioni bancarie. Viene così cancellata dal Dl la norma che consentiva trattamenti previdenziali privilegiati per i manager pubblici. L’articolo in questione integrava un comma del decreto Salva Italia, che imponeva un contributo di solidarietà per gli stipendi dei supermanager oltre il tetto dei 300.000 euro annui. Questo “taglio” di stipendio era però ininfluente ai fini della definizione della pensione per la parte calcolata con il metodo retributivo. “Questo articolo – aveva spiegato in aula il sottosegretario Claudio De Vincenti – fa sì che i dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno già maturato i requisiti di pensionamento, che volontariamente prolungano la loro attività, al momento dell’andata in pensione avranno l’assegno calcolato sulla situazione maturata al 22 dicembre 2012”. Il comma era stato inserito nel decreto sulle commissioni bancarie per evitare un possibile contenzioso, alla luce di precedenti sentenze della Corte costituzionale in tema previdenziale. La modifica è passata con 124 voti a favore (Idv, Lega e Pdl), 94 contrari e 12 astenuti.

È la Lega la prima ad arrogarsi il merito di aver abrogato la norma sulle “pensioni d’oro”. Secondo il senatore del Carroccio Sandro Mazzatorta: “Con il decreto salva-Italia, chi chiudeva la carriera nella Pubblica Amministrazione in un paio d’anni senza cambiare l’attuale incarico, perdeva sì la differenza tra il vecchio stipendio e quello nuovo, ma i contributi versati anche dopo la norma del taglia-stipendi, potevano, con questa norma scritta da una mano molto scaltra e piazzata in tempo giusto, essere tarati sui vecchi stipendi e non sul nuovo, cioè su quello ridotto.” Sulla stessa linea è anche l’Italia dei Valori. “E’ indecente e immorale – spiega Antonio Di Pietro – che mentre si chiedono immani sacrifici alle classi sociali più deboli, non si taglino le pensioni d’oro e i privilegi della casta”.

Tra le novità del Dl c’è anche un emendamento approvato in commissione Industria al Senato che esclude l’applicazione delle commissioni bancarie alle famiglie i cui conti correnti vadano “in rosso” fino a 500 euro per un periodo non superiore a 7 giorni consecutivi ogni trimestre.

Francesca Garreffa

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