Portiere disperato si impicca: doveva lasciare casa e lavoro

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NAPOLI, 30 AprileUn uomo di 56 anni, Giovanni Caccavalle, che svolgeva la professione di portiere in un edificio sito in corso Garibaldi a Napoli, si è tolto la vita impiccandosi all’interno della propria abitazione. Si è appreso da fonti investigative, che l’uomo un anno fa aveva ricevuto una lettera di licenziamento e che a seguito di ciò nel corso di quest’anno avrebbe dovuto lasciare l’appartamento. Il portinaio era separato, viveva da solo e aveva due figli che si erano trasferiti al Nord Italia.

Secondo quanto si è appreso, l’appartamento all’interno del quale viveva non era di pertinenza dell’edificio per il quale prestava servizio, ma di proprietà di un’agenzia immobiliare fallita tempo fa, che nei giorni scorsi aveva compiuto un sopralluogo facendogli forse presagire un anticipo del suo allontanamento.

Secondo le persone che lo conoscevano e i suoi coinquilini, l’uomo era una persona molto schiva e riservata e viveva la sua vita in solitudine. Ultimamente sembra che l’uomo soffrisse anche di crisi depressive a causa della morte di sua madre avvenuta circa una settimana fa. Da due giorni non si vedeva più in giro e questa mattina non era nel suo posto in portineria. La sua assenza, infatti, ha insospettito i condomini che hanno poi dato l’allarme.

Intanto la polizia sta svolgendo le indagini per cercare di fare più chiarezza possibile su questo gravissimo episodio. Caccavalle si sarebbe tolto la vita sabato scorso senza lasciare biglietti per motivare il suo gesto, ma pochi giorni fa avrebbe telefonato ad uno dei due figli dicendogli che non avrebbe più potuto passare l’assegno alla ex moglie. Poco fa la polizia è riuscita a rintracciare i figli e la moglie dell’uomo.

Sabrina Bachini

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