Crisi economica: imprenditore si uccide perchè costretto a licenziare i propri figli

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NUORO, 30 Aprile – Un altro imprenditore che si toglie la vita, un’altra vittima della crisi. Venerdì scorso nel pomeriggio, G. M., un impresario edile di 55 anni originario di Mamoiada, vicino Nuoro, si è allontanato nella vigna di sua proprietà e si è suicidato con un colpo di pistola. Non ha lasciato parole di addio, ma si pensa che a spingerlo sia stata la disperazione dovuta al tracollo della sua ditta.

Questo gesto estremo ha sconvolto l’intero paese del Nuorese. L’uomo era ben voluto da tutti. Con la sua impresa edile, infatti, aveva dato lavoro a diversi giovani della zona, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Tuttavia, negli ultimi mesi, a causa della recessione economica e dopo l’abbandono di un fratello socio, aveva dovuto ridurre progressivamente l’attività fino a cessarla. Tra i licenziati, vi sarebbero stati anche i figli, a cui sognava di lasciare l’impresa in futuro. “Non potevamo immaginare nemmeno lontanamente il dramma interiore che quest’uomo stava attraversando – racconta il sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana – faceva parte di una famiglia molto unita, era una persona in gamba”.

Continuano ad aumentare, dunque, i casi di suicidio legati al difficile periodo economico che il Pese sta affrontando. Come ha reso noto il secondo rapporto Eures: “Il suicidio in Italia al tempo della crisi”, nel 2010 la crescita del fenomeno si è attestata sul +2,1%, con un suicidio al giorno tra chi ha perso il lavoro e uno tra imprenditori e lavoratori autonomi.

Martina Bezzini

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