Reggio Emilia: riaperto l'omicidio Rombaldi dopo 20 anni

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REGGIO EMILIA, 27 Aprile – A 20 anni di distanza da quell’8 maggio 1992 si riaprono le indagini per l’omicidio di un medico di Reggio Emilia. La procura avrebbe iscritto nel registro degli indagati una persona per la morte di Carlo Rombaldi, chirurgo assassinato a colpi di pistola davanti al garage di casa. Si tratterebbe di un vigile urbano in pensione. Il vigile urbano in pensione ha detto: ”Non conoscevo Rombaldi, non sono coinvolto in nessuna cosa – ha ripetuto agli inquirenti – io non so nulla e sono tranquillissimo”. Il pensionato abitava nello stesso condominio della vittima, in via Fabio Filzi a Reggio Emilia, e afferma di non avere mai avuto contrasti con il medico freddato a colpi di pistola la notte tra il 7 e l’8 maggio 1992.

Rombaldi, chirurgo del Santa Maria Nuova, all’epoca aveva 41 anni. La sera dell’omicidio era uscito a cena con alcuni colleghi. L’agguato al rientro a casa, intorno alla mezzanotte, quando alcuni testimoni riferirono di avere sentito alcuni colpi di pistola. E proprio la pistola, una 38 special, sembra essere stato l’elemento che ha portato gli inquirenti nella direzione dell’ex vigile urbano – che interrogato avrebbe però negato ogni addebito. La procura della Repubblica di Reggio Emilia aveva riesaminato nell’ottobre 2008 il caso. L’allora procuratore Italo Materia riferì che erano in corso accertamenti della polizia per valutare la riapertura dell’inchiesta, chiusa due anni dopo l’omicidio con un nulla di fatto.

Rombaldi era un chirurgo serio e stimato, assistente della seconda divisione di chirurgia diretta da Roberto Prati. Sposato e padre di due figli si dedicava interamente alla famiglia, la sua era una vita ineccepibile. Non usciva di sera, se non per lavoro. Quella dell’omicidio era stato in pizzeria con colleghi di reparto, dopo aver tenuto una lezione di un corso di medicina. Secondo indiscrezioni trapelate dalle prime indagini, Carlo Rombaldi molto probabilmente aveva riconosciuto il suo assassino: è quanto si apprese sulle poche parole che il medico era riuscito a dire ai primi soccorritori. Un testimone fece in tempo a scorgere il killer mentre si dava alla fuga nei pressi dei garage dell’abitazione del medico. Tre furono i colpi sparati in rapida successione: uno forò la lamiera della porta del garage, gli altri due colpirono il chirurgo all’avanbraccio sinistro e, quello mortale, al fianco sinistro trapassando un polmone. I soccorsi furono rapidi, ma Rombaldi morì al pronto soccorso dell’ospedale dopo un’agonia di 40 minuti.

Valentina Ferrari

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