Confessione del compagno della donna morta a Rubiera: l’incendio era solo una farsa

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ROMA, 22 Aprile – È stato il compagno Ivan Forte, a uccidere Tiziana Olivieri, la donna quarantunenne trovata morta in seguito all’incendio verificatosi la notte tra giovedì e venerdì nella palazzina di Rubiera (Reggio Emilia), in cui i due vivevano con un figlio di undici mesi. Forte, ventiseienne di origini calabresi, nella notte tra venerdì e sabato ha confessato al sostituto procuratore Valentina Salvi di essere stato l’autore dell’omicidio della donna, in seguito al quale avrebbe appiccato il fuoco perché la morte apparisse come il triste epilogo di un incidente domestico.

A monte della vicenda vi è una violente lite avvenuta tra i due in piena notte. Da un po’di tempo la coppia viveva un periodo di crisi, testimoniato dal fatto che non dormivano più nello stesso letto. In seguito all’omicidio, dovuto a strangolamento, l’uomo avrebbe poi incendiato il materasso del letto accanto al quale giaceva il corpo esanime della convivente. Dopodiché, l’uomo era uscito portando con sé il bambino e il cane, e quindi avrebbe bussato alla porta dei vicini per falsificare l’accaduto,  mostrando il suo vano impegno nel portare in salvo la moglie ormai priva di vita. Aveva però inscenato una pantomima destinata a durare ben poco.

In seguito alla confessione rilasciata dal ventiseienne il sostituto procuratore ne ha subito disposto il fermo, dovuto ad omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere. La confessione di Forte era stata in qualche modo anticipata dai forti sospetti avanzati dalla madre della vittima, Rosella Carlini, che si era accorta delle accese discussioni che avevano avuto luogo già nel pomeriggio di giovedì. Si attendono conferme di quanto dichiarato dall’autopsia a cui attende di essere sottoposto il cadavere della donna.

Vincenza Accardi

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