Multato un condominio per eccesso di velocità, le precisazioni di Equitalia

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ROMA, 15 Aprile – Una barzelletta. Per certi versi, squisitamente italiana. I fatti vanno più o meno così. Equitalia spedisce due multe per eccesso di velocità, risalenti al 2002/2003, per un totale di 866 euro. Elevate a Bari, le ammende finiscono a Rovereto, in Trentino. Ma, sorpresa delle sorprese, non sono destinate a una persona, bensì a un edificio. Sì, a un muro di mattoni. Per l’esattezza, Condominio Capri, in via Segantini 20.

La colpa sembrerebbe del computer, eppure non è la prima volta che accade. 10 anni fa è toccato addirittura a una chiesetta alpina della Vallarsa, 1.500 euro per aver sfrecciato a folle velocità. La stessa infrazione. Viene da chiedersi: un errore, uno, è anche ammissibile, ma due identici? E poi, il computer non è forse una macchina controllata dall’uomo? In tempi come questi, in cui l’Italia è fortemente dilaniata dalla crisi, venire a sapere certe cose non rischia di incattivire ancor più gli animi? Questa notizia ha dell’assurdo. E fin qui non ci piove, direbbe qualcuno. Ma se dovesse ricapitare? Siamo già abbastanza – e amaramente – presi in giro dal resto del mondo. E sembra che fatti come questi alla stampa estera facciano quasi gola.

“Quando ho visto la lettera di Equitalia ho pensato subito ad un mio errore nel compilare la denuncia dei redditi. Quando ho aperto la busta invece ho scoperto che non era indirizzata a me, ma al condominio Capri”, dice esterrefatto Renzo Salvetti, al quale lo scorso venerdì è stata recapitata la lettera. “Non capivo bene, allora ho letto il retro dell’ingiunzione di pagamento e ho scoperto che si tratta di due contravvenzioni”.

Equitalia ha contattato la nostra direzione e ha fatto alcune precisazioni in merito a questa bizzarra situazione: “Si è trattato di un errore dell’ente impositore, la Prefettura di Bari, che aveva incaricato Equitalia di riscuotere per suo conto il credito vantato nei confronti di una persona fisica e di una persona giuridica in qualità di coobbligato. La Prefettura di Bari aveva indicato, erroneamente, il Condominio Capri, come debitore coobbligato. Per risolvere il disguido Equitalia si è prontamente attivata con l’ente creditore e con l’amministratore del condominio per giungere ad una rapida soluzione del problema”.

Luca Siliquini

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