Costretta a prostituirsi, gli aguzzini avevano sequestrato sua figlia, arrestati

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CAGLIARI, 14 Aprile – E’ finita bene la drammatica storia di una donna costretta a prostituirsi, mentre le tenevano in ostaggio la figlia di due anni. La ragazza, 24 enne romena, da alcuni mesi era costretta a “lavorare” sui marciapiedi in Sardegna. Ieri mattina, ha deciso di denunciare la sua situazione alla Polizia di Cagliari, spinta soprattutto dalla paura di non rivedere più la figlia di 2 anni, segregata in un campo nomadi di Assemni (CA).

Agli agenti la donna ha raccontato che il denaro ricavato andava tutto alla convivente del suo sfruttatore che risiedeva nel campo nomadi. Più volte aveva tentato di ribellarsi ma veniva ripetutamente picchiata e riportata in strada. Immediato è stato l’intervento della squadra mobile che, dopo alcune difficoltà, ha ritrovato sana e salva la piccola.

Per i due aguzzini sono subito scattate le manette. La convivente dello sfruttatore, una romena di 27 anni, che gestiva il denaro proveniente da altre tre ragazze, è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre al sequestro di minore. L’uomo, anche lui romeno di 28 anni, è stato bloccato ad Olbia, mentre cercava di imbarcarsi per Livorno ed arrestato con le medesime accuse della sua complice.

Stefano Roselli

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