Finanziamenti pubblici ai partiti: il Governo Monti pensa ad un intervento

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ROMA, 8 Aprile – La questione del finanziamento pubblico dei partiti, in seguito al caso Lusi e alla più recente vicenda del tesoriere leghista Francesco Belsito, è diventata l’attuale protagonista del dibattito politico. Da parte sua, il Governo dichiara di star riflettendo sulla situazione. E se da un lato il premier Mario Monti, nel primo giorno della sua visita in Medio Oriente, preferisce non sbilanciarsi, dall’altro, il ministro della Giustizia Paola Severino garantisce di essere pronta ad agire “con un contributo tecnico”.

A fronte del moltiplicarsi delle richieste di riforma, la guardasigilli ipotizza due possibili modalità di intervento: un provvedimento ad hoc che, vista l’urgenza, potrebbe anche assumere la forma del decreto legge; oppure l’aggiunta di una norma al ddl anticorruzione “che affidi ad un soggetto pubblico o privato, dotato di massima autonomia ed indipendenza, il compito di rivedere e certificare i bilanci dei partiti”. Tuttavia, precisa: “non appena il Parlamento e i presidenti di Camera e Senato lo richiederanno”.

Nel frattempo, continuano le polemiche tra i partiti. L’Udc e il Terzo Polo insistono per accelerare i tempi, mentre il Pdl frena e polemizza: “No al decreto anche perché – ammonisce il capogruppo Fabrizio Cicchitto – non è materia del governo”. Favorevole invece il Pd, pronto a fare la sua parte, e scettico l’Idv di Antonio Di Pietro, che intanto promuove un’iniziativa di raccolta firme per una legge che elimini il finanziamento ai partiti. La Lega, infine, al centro dell’ultimo scandalo, si limita ad aspettare ulteriori sviluppi e a difendere l’immagine del proprio leader, anche se un intransigente Roberto Maroni chiede “pulizia, pulizia, pulizia”.

Martina Bezzini

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