Giallo a Milano: farmacista ucciso da un crodino al cianuro

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MILANO, 6 Aprile – Un semplice aperitivo tra colleghi può diventare letale soprattutto se la bevanda avvelenata è mirata ad un’unica persona. E’ successo a Milano, dove un uomo, titolare di una Farmacia in Via Forze Armate 212, è stato avvelenato da un crodino “corretto” al cianuro. Lunedì 2 Aprile intorno alle 12, Luigi Fontana, 64 anni, si trovava nella sua farmacia con alcuni colleghi; dopo aver ordinato una serie di bevande al bar accanto, l’uomo ha iniziato a sorseggiare il suo solito crodino, quando improvvisamente, è caduto a terra privo di sensi. Immediato è stato l’arrivo dei paramedici del 118, che dopo averlo intubato, lo hanno trasportato d’urgenza alla clinica Centro Studi di Milano. Ora Fontana è in coma. I medici, che all’inizio pensavano si fosse trattato di un malore, hanno dichiarato le condizioni della vittima abbastanza critiche ed al momento resta in prognosi riservata.

Nel bicchiere in questione è stato trovato un quantitativo letale di veleno. Considerando che nel sangue del farmacista sono state trovate seimila parti di cianuro, quando ne bastano 500 per provocare la morte certa. Dai primi riscontri tutto fa pensare ad un avvelenamento voluto; tenendo presente che l’uomo, seppur ben voluto e senza nemici, aveva un contenzioso legale col socio, per le questioni societarie. Anche se potrebbe essere la chiave del giallo, e al momento del fatto il socio non si trovava alla farmacia, nulla di quanto emerso finora porta in quella direzione, come dichiara il capo della squadra mobile Alessandro Giuliano.

La notte scorsa il caso è stato risolto. Ad avvelenare Luigi Fontana è stato un suo amico, Gianfranco Bona, 50 anni, titolare di un’azienda di autotrasporto, che aveva un debito di circa 270mila euro con la vittima. A procurare il cianuro all’omicida è stato proprio il farmacista.

Stefano Roselli

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