Scandalo Lega: Bossi si dimette

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ROMA, 5 AprileUmberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord. La notizia è arrivata mentre era in corso il Consiglio federale del partito, convocato per decidere il nome del successore di Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega indagato per truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e appropriazione indebita di denaro. La decisione è stata definita “irrevocabile” dal leader del Carroccio e, una volta confermata la notizia, un gruppo di militanti ha fatto irruzione nel cortile della sede di via Bellerio a Milano, per manifestare il proprio sostegno al Senatùr, urlando “Bossi non mollare”. Intanto, il Consiglio federale ha deciso di sostituire il leader con tre “reggenti”, Manuela Dal Lago, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, che guideranno il partito fino al prossimo congresso, probabilmente in autunno. È stato scelto anche il nuovo tesoriere della Lega, nella persona di Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri di Montecitorio. Ma non finisce qui. Il Consiglio, nell’accettare le dimissioni di Bossi, lo ha nominato “Presidente”, formula ambigua con cui si lascia intendere che l’ex segretario continuerà a rivestire un ruolo di primo piano nel partito.

“Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti. Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia”, avrebbe detto Bossi durante il consiglio, secondo quanto riferito su Radio Padania da Matteo Salvini. Il Senatùr è stato costretto a lasciare sotto il peso di un’inchiesta giudiziaria che ha gettato il partito nel caos più totale, travolto egli stesso da uno scandalo che ha visto come protagonista l’ex tesoriere Belsito, indagato dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria. Dalle intercettazioni sono infatti emersi elementi che farebbero ipotizzare un coinvolgimento diretto della famiglia Bossi. In particolare, quei documenti rinvenuti ieri nella cassaforte di Francesco Belsito, e sequestrati dai carabinieri del Noe e della Guardia di Finanza. Tra questi, è spuntata fuori anche una cartella con l’intestazione “The family” in cui, ipotizzano gli investigatori, sarebbero contenute le prove delle “elargizioni” da parte dell’ex tesoriere ai familiari del leader del Carroccio. Si tratterebbe di una serie fatture e “scontrini” da migliaia di euro, attualmente all’esame dei tre Pm di Napoli John Henry Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli.

Da quanto si apprende da alcune intercettazioni dei carabinieri del Noe, riportate oggi da diversi quotidiani, Belsito nel corso di una telefonata con la segretaria amministrativa di via Bellerio Nadia Dagrada, avrebbe elencato le somme distratte dalla tesoreria della Lega per pagare alcune spese dei familiari del Senatùr e della vicepresidente del partito, la senatrice Rosy Mauro: si va dal diploma di Renzo Bossi (670 mila euro), all’affitto di automobili (tra cui una Porsche) per l’altro figlio di Bossi, Riccardo, ai fondi utilizzati per il Sinpa (il sindacato gestito dalla Mauro) fino alle spese per la scuola di Manuela Marrone, moglie di Bossi, e a quelle per la ristrutturazione della casa di Gemonio. Lo scandalo non risparmia nemmeno il figlio del leader del Carroccio, Renzo Bossi: dagli atti delle inchieste è emerso che il “Trota”, insieme alla fidanzata Silvia Baldo “sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa (quelli relativi ai lavori di ristrutturazione dell’abitazione di Gemonio, ndr) per timore di controlli.” Infine, nella telefonata viene chiamato in causa lo stesso Umberto Bossi, laddove si parla chiaramente “del ‘nero’ che Bossi dava tempo fa al partito”. Per gli inquirenti, “il ‘nero’ è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita e non tracciabile.”

Francesca Garreffa

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