Napoli: falsificate le graduatorie del Ministero dell’Istruzione. 500mila euro il danno

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ROMA, 5 Aprile – La Guardia di Finanza ha scoperto ieri una truffa ai danni del Ministero dell’Istruzione, portata avanti per anni da due persone di Napoli che hanno falsificato le graduatorie provinciali agevolando l’assunzione di circa 100 persone, tra docenti e assistenti amministrativi.

Autori della truffa ai danni del Miur, che ammonterebbe a circa 500mila euro di stipendi indebitamente erogati, sarebbero Paolo Proto, un insegnante 47enne di una scuola primaria nella Provincia di Napoli, e Francesco Matrone, 65 anni, dipendente dell’Ufficio Scolastico Provinciale del capoluogo partenopeo. I due complici erano già noti alle Forze dell’ordine e coinvolti in altre inchieste, ed in particolare Matrone era stato precedentemente condannato agli arresti domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico. La truffa in questione, che si è sviluppata tra il 2005 ed il 2009 (anche se sono stati individuati casi antecedenti, risalenti fino al 2001), ha permesso a circa 105 persone di ottenere indebitamente incarichi professionali, pagando una tangente di 6mila euro. Il docente intorno al quale ruotava la frode, accedeva infatti al database informatico del Ministero dell’Istruzione per modificare i punteggi delle graduatorie o inserire talvolta persone che non avevano neanche fatto domanda, utilizzando password trafugate da alcuni colleghi.

Le indagini sulla truffa sono scattate nel 2008, quando un dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli ha denunciato alla Procura presunte irregolarità nella formazione delle graduatorie relative all’anno 2007-2008. Così a seguito di una scrupolosa e lunga attività investigativa, condotta con perquisizioni, intercettazioni telefoniche, sequestri e mirati accertamenti bancari, le Fiamme Gialle hanno individuato illeciti incrementi di punteggio nelle graduatorie per 42 docenti. Pertanto la Procura di Napoli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari agli indagati e ha accusato il docente-sindacalista di corruzione, truffa e falso ed abusivo accesso ad un sistema informatico.

Chiara Cavaterra

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