Nuovo incidente sul lavoro a Torino: un operaio morto e due feriti

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ROMA, 31 Marzo – E’ avvenuto questa mattina a Torino un grave incidente sul lavoro che ha coinvolto tre persone, di cui una deceduta sul colpo: infatti tre operai, impiegati nel cantiere per la costruzione del nuovo inceneritore di Gerbido, sono precipitati da un’altezza di circa 35-36 metri in seguito al crollo di un impalcato.

I tre lavoravano per la “Edil Due” di Ravenna, la stessa azienda di cui era dipendente Antonio Carpini, il caposquadra morto nello stesso cantiere il 3 marzo scorso. Il titolare della società, Nicola Angona, è arrivato al cantiere nella tarda mattinata, dopo essere stato avvertito del secondo tragico incidente, per cui è stata aperta un’inchiesta,  condotta dal pm Raffaele Guariniello. A far precipitare nel vuoto i tre operai sarebbe stato il cedimento meccanico dell’impalcatura del ponteggio la cui installazione era stata terminata ieri: per questo sono giunti immediatamente sul posto anche  i rappresentanti della Filca-Cisl e i tecnici del comitato paritetico territoriale, addetti alla valutazione delle condizioni di sicurezza nei cantieri. La vittima, deceduta subito dopo la caduta, è Cosimo Di Muro, 48 anni, di Canosa di Puglia, mentre i feriti trasportati d’urgenza all’ospedale Cto, sono il fratello Antonio, 40 anni, che ha riportato una frattura costale, contusioni al polmone e al fegato e altre lesioni, e il 25enne Mihai Lupu, romeno residente a Ravenna, che ha riportato una frattura alla 12esima vertebra.

“Sono profondamente addolorato” ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino. «E la mia angoscia è tanto più grande perchè nei giorni scorsi erano state condotte scrupolose verifiche su tutte le misure di sicurezza previste dalla legge per la tutela sui luoghi di lavoro». Ha commentato la tragedia anche il segretario provinciale PdCI/FdS Torino, Mao Calliano: “L’ennesimo incidente sul lavoro a Torino nel cantiere per il nuovo inceneritore di Gerbido ci lascia sgomenti. E’ morto un altro operaio, il secondo nello stesso cantiere, dopo che un altro era tragicamente scomparso il 3 marzo, precipitando nel vuoto da oltre30 metri. Si tratta di una vera e propria tragedia sociale che dovrebbe essere affrontata dal governo quanto prima per evitare che si consumino ulteriori incidenti”.

Chiara Cavaterra

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