Monti a Tokyo: all’estero c’è grande attesa per la riforma del lavoro

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ROMA, 31 Marzo – “Non dobbiamo pensare che i dati recessivi, naturalmente in sé sgradevoli, pongano in discussione la qualità delle scelte di politica economica fatte. Anzi le rafforzano”. È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti a Tokyo, durante la seconda tappa del suo tour asiatico. Il premier ha fatto riferimento all’Ocse che, in una recente analisi ha “pubblicato previsioni che sono negative dal punto di vista dell’andamento dell’economia reale, e valutazioni sulla politica economica italiana in corso molto positive e incoraggianti”. Le due cose sono in contraddizione? “Assolutamente no” spiega il premier durante un breve incontro con i cronisti, prima di partire alla volta di Pechino. Questo perché all’origine della recessione non c’è soltanto la crisi internazionale, ma anche un fattore interno, che può essere ricercato nella “mancanza in passato di politiche di crescita per l’Italia”. E il precedente governo non si è impegnato molto su questo aspetto, osserva Monti, visto che “per diversi anni si era negato che l’Italia avesse un problema di scarsa crescita, di scarsa competitività”. Le riforme avviate dal nuovo esecutivo invece, si muovono nella direzione della crescita, nella “fiduciosa attesa che questi provvedimenti, che lavorano nel profondo dell’economia e non sulla cresta dell’onda, abbiano i loro effetti”. Vale a dire, i frutti delle riforme non si vedranno subito, ma ci saranno.

Ma la “missione” di Monti in Asia è soprattutto quella di rassicurare gli investitori stranieri, in particolare asiatici, sulla stabilità del sistema economico italiano. In un intervista al quotidiano nipponico Asahi Shimbun, il premier ha dichiarato che la fiducia dei mercati tornerà, perché non ci sono “altri Paesi al mondo con una disciplina finanziaria severa come quella europea”. A chi gli domanda se si avrà un aumento immediato degli investimenti esteri in Italia dopo il tour in Estremo Oriente, Monti si mostra cauto: “Dopo questo viaggio non vedremo nei prossimi mesi nessun miglioramento riflesso nei dati dell’economia italiana”, perché si tratta di “processi che richiedono tempo”. Il premier ha poi affrontato il tema spinoso della riforma del mercato del lavoro: “All’estero si aspetta di vedere che esito avrà il quarto grande blocco di riforme. Dopo il consolidamento dei conti pubblici, la riforma delle pensioni, le liberalizzazioni – spiega Monti – c’è molta attenzione sulla proposta fatta dal governo per la riforma del mercato del lavoro e attesa su quello che accadrà in Parlamento.”

Infine, il presidente del Consiglio ha colto l’occasione per chiarire alcuni punti del suo intervento presso il giornale Nikkei a Tokyo, che in Italia hanno suscitato accese polemiche. In una lettera inviata oggi al Corriere della Sera, Monti ha sottolineato che “se da qualche mese l’Italia ha imboccato risolutamente la via delle riforme, lo si deve in parte al governo, ma in larga parte al senso di responsabilità delle forze politiche che, pure caratterizzate da forti divergenze programmatiche, hanno saputo dare priorità, in una fase di emergenza, all’interesse generale del Paese. E lo si deve anche alla grande maturità degli Italiani, che hanno mostrato di comprendere che vale la pena di sopportare sacrifici rilevanti, purché distribuiti con equità, per evitare il declino dell’Italia.” Il nuovo corso inaugurato con l’esecutivo “tecnico”, conclude il premier, non dovrà però essere abbandonato quando “dopo le elezioni parlamentari, “torneranno governi «politici»”.

Francesca Garreffa

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