Mamma coraggio dona midollo e rene al figlio malato

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ROMA, 30 MarzoC’è già chi l’ha ribattezzata “madre coraggio”, ma lei, Simonetta Severi 54 anni, di Perugia, mamma di Matteo, ha detto semplicemente che, “per un figlio si fa questo ed altro, è una cosa spontanea e qualunque madre lo farebbe”.  Lei, ha salvato per ben due volte, la vita del figlio. Senza nemmeno pensarci, si è sottoposta nel 2003 al trapianto di midollo, e ieri ha donato anche un rene, per dare a suo figlio Matteo 29 anni, la speranza di una nuova vita.

Il ragazzo nel 2003 viene affetto da una grave forma di leucemia acuta linfoblastica, e per salvarsi aveva bisogno del midollo, e Simonetta Severi senza tribolare si offre volontaria per il trapianto. L’intervento avvenuto a Roma, ed è riuscito perfettamente, tanto che i medici sei anni dopo, avevano dichiarato la remissione completa della malattia. Purtroppo però, dopo tale intervento si sono verificate complicazioni urologiche a seguito dalla chemioterapia, intaccando la funzionalità dei reni. Matteo dal 2005 a causa di questa insufficienza renale è costretto alla dialisi 3 volte a settimana.

Ma nella giornata di ieri all’ospedale le Molinette di Torino è stato possibile trapiantare il rene della mamma al proprio figlio. Il lungo intervento è avvenuto in  due stanze limitrofe, ed è stato eseguito dall’equipe di Nefrologia diretta dal professor. Giuseppe Segoloni,è perfettamente riuscito. L’operazione è durata otto ore in totale. Il prelievo del rene dalla madre è stato eseguito dagli urologi Giovanni Pasquale, Andrea Bosio e dall’anestesista Fabio Gobbi, mentre il trapianto sul figlio è stato affidato ai chrurghi Pero Bretto, Monica Hafner e l’anestesista Guido Sansalvadore.

Proprio grazie alla donazione del midollo,  nel corpo del ragazzo è avvenuto nel corso degli anni ciò che si chiama, chimerismo completao, cioè grazie al midollo ricevuto dalla madre ha acquisito tutte le caratteristiche genetiche del genitore per il proprio sangue. Il dottor. Bretto infatti, dichiara che: “Grazie al midollo ricevuto dalla madre il sistema immunitario del ragazzo, derivato dalla mamma, non riconosce il rene trapiantato come ostile e ci consente di non dover ricorrere alla terapia anti-rigetto”. Matteo ora si trova in terapia semi-intensiva, mentre la madre è ricoverata nel reparto di Nefrologia. Le loro condizioni di salute sono buone.

Martina Tirico

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