Caso Musy: chi ha sparato voleva uccidere

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TORINO, 26 Marzo – L’agguato era avvenuto mercoledì scorso. Di fronte alla sua abitazione, Alberto Musy, avvocato civilista, docente universitario e consigliere comunale dell’Udc, era stato aggredito da uomo armato, il quale ha sparato un colpo di pistola. Colpo che, secondo i rilievi effettuati dal medico legale, avrebbe raggiunto il politico alla testa, se lo stesso non avesse avuto la prontezza di riflessi di reagire al suo aggressore. Musy, però, ha subito ugualmente gravi lesioni e, attualmente è ricoverato in coma farmacologico all’ospedale “Le Molinette” di Torino.

La più grave delle lesioni riportate dall’avvocato è alla testa: un colpo di striscio che ha squarciato il cuoio capelluto e provocato un grave ematoma. In un primo tempo era sembrato che Musy si fosse provocato la ferita cadendo a terra. Questa nuova dinamica sembra convincere gli investigatori che il killer abbia sparato per uccidere e che il bersaglio fosse proprio il politico. In questo caso, perderebbe quindi peso l’eventualità di uno scambio di persona e pure che Musy fosse arrivato al momento sbagliato e avesse visto qualcosa che non doveva vedere.

Mentre la Scientifica è al lavoro per analizzare qualunque informazione, dai tabulati telefonici ai campioni prelevati sotto le unghie del ferito, Digos e squadra mobile danno la caccia all’uomo misterioso. Potrebbe trattarsi forse di una persona scontenta di qualche causa, visto che, come legale, Musy si occupa di controversie di lavoro e fallimenti. O forse di qualcuno assoldato per uccidere.

Luca Martano

Fonte Immagine: adnkronos.com

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