Strage Cefalonia 1943: ex militare tedesco rinviato a giudizio, ora ha 89 anni

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ROMA, 21 Marzo – E’ stato rinviato a giudizio un ex militare tedesco di anni 89, per aver partecipato alla strage del 1943 a Cefalonia. Ha fucilato 77 ufficiali italiani e la Procura militare di Roma ha chiesto espressamente il rinvio a giudizio dell’ex militare, Alfred Stork, presente e complice dell’ultimo atto della carneficina, ovvero la fucilazione di ufficiali alla “Casetta Rossa”.

La Procura romana lo ha accusato di concorso in omicidio continuato ai danni di militari italiani prigionieri di guerra. Il capo della procura militare Marco de Polis, ieri ha firmato il provvedimento che si presenta dopo 69 anni di distanza dalla strage compiuta sull’isola greca. De Paolis lo descrive come un processo difficile e molto complesso e reputa ingiusto processare l’imputato più di 60 anni dopo l’accaduto. C’è un forte senso di contraddizione dovuto all’età di Stork, quasi novantenne, e l’amarezza di non essere riusciti, in tempi passati, a rendere giustizia agli italiani che hanno perso la vita in quell’eccidio greco. Il capo della procura lo descrive anche come “un atto doveroso per rispetto sia della legge sia della memoria dei nostri soldati uccisi barbaramente”.

“Ci hanno detto che dovevamo uccidere degli italiani perché considerati dei traditori. Il buio totale davanti ai miei occhi una volta saputa la notizia. Non sarei mai riuscita a farla”. Sono parole del caporale Alfred Stork che all’epoca aveva appena 20 anni e che, scelto a caso, fu costretto a fucilare ben 73 ufficiali italiani. L’ex militare Stork ha dichiarato di aver subito dei traumi dopo la fucilazione a Cefalonia del ’43. Traumi che erano svaniti ma che sembrino destinati a ritornare.

Valeria Racano

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