Cassazione: le coppie gay hanno diritto a vita familiare

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ROMA, 16 Marzo – Un traguardo per molte coppie omosessuali che vedono finalmente riconosciuto il loro diritto a vivere una vita di coppia e con la possibilità, nel momento in cui vi siano specifiche situazioni, di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

Per la prima volta la Cassazione, attraverso la sentenza n° 4184, si trova ad affrontare il caso di una coppia gay con la richiesta di riconoscere il proprio matrimonio stipulato all’estero. La coppia, formata da due uomini, si era sposata a L’Aja nel 2002 facendo richiesta di trascrizione del certificato di matrimonio come atto pubblico presso il Comune di Latina, luogo di residenza dei due. Al responso negativo da parte del Comune di riconoscere come valide le nozze, i due si sono rivolti in Tribunale e alla Corte d’Appello di Roma dove i ricorsi sono stati entrambi respinti. In seguito si è deciso per un’istanza in Cassazione, in cui la Prima sezione civile esplica le proprie risoluzioni con ben 80 pagine.

In Italia non esiste alcuna legislazione che preveda il matrimonio gay, come sottolinea la Suprema Corte, sebbene il contesto sociale e il quadro europeo dei diritti degli omosessuali siano notevolmente evoluti. È stata infatti superata la concezione “secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico della stessa esistenza del matrimonio” e la Cassazione evidenzia come “l’intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro “inesistenza” e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano.” Tuttavia le coppie gay hanno uguale diritto a condurre una vita familiare ed esigere tale diritto.

Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center ha commentato così la sentenza: “La sentenza di oggi della Cassazione è importantissima: fa una fotografia della realtà delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Sono parole chiare e nette di fronte alle quali il Parlamento e il governo sono chiamati a dare una risposta. Ormai sono diverse le istituzioni politiche, come il Parlamento europeo, o giurisdizionali come la Cassazione  che delineano come l’assenza di leggi in Italia rappresenti un vuoto da colmare e stabiliscono principi di pari diritti. E’ una realtà di fatto anche quella per cui molte coppie gay italiane stanno contraendo matrimonio all’estero in altri paesi europei. Serve una presa di coscienza politica urgente e finalmente decisiva”.

Sabrina Spagnoli

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