Moglie di boss tra i tesserati Pdl. Polemiche a Castellammare di Stabia

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CASTELLAMMARE DI STABIA, 9 Marzo – Nei giorni scorsi, nell’elenco dei tesserati del PdL di Castellammare di Stabia, in provincia di napoli, risulta il nome della moglie di un boss. Si tratta di Filomena Fontana, compagna di Salvatore Belviso, ex boss reggente della cosca di Scanzano e pentito che ha parlato in merito all’omicidio del consigliere comunale PD Tommasino. Filomena Fontana, appartenente alla famiglia dei Fasani e sposata in carcere, aderisce al partito a cui appartiene anche il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio.

Il consigliere comunale di Fli, Antonio Sicignano, insorge e afferma di aver già denunciato, un anno fa, la presenza di tesserati vicini alla camorra: “Scrissi una lettera al ministro Brambilla – afferma Sicignano – con nomi e cognomi. Purtroppo non ho avuto risposte, poi ho lasciato il partito”. Il consigliere si rivolge direttamente al segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano: “Deve esserci un chiarimento, deve nascere una questione morale all’interno del partito e del consiglio comunale”.

Risponde Bobbio, sindaco della città: “Se dovesse risultare che tra gli iscritti vi è qualche eprsona di camorre, pretenderò che il mio partito proceda all’immediata espulsione della stessa”. Bobbio inoltre fa riferimento al giornalista di Metropolis autore dello scoop e ai suoi legami con il Pd, un commento, questo, che ha causato la reazione della redazione del quotidiano: “Siamo indignati e sconcertati per gli insulti che, ancora una volta, il sindaco di Castellammare di Stabia ha rivolto al nostro giornale, ai suoi giornalisti e, in particolare, al collega Giovanni Santaniello”. Vicinanza alla redazione di Metropolis è stata espressa da Ottavio Lucarelli, presidente dell’ordine dei Giornalisti della Campania: “Il sindaco Pdl abbia maggiore rispetto nei confronti della stampa. Lo stesso quotidiano Metropolis, del resto, nel 2009 portò alla luce l’iscrizione al Partito Democratico di uno dei killer del consigliere Gino Tommasino”.

Augusto D’Amante

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