Caso Lusi: nella vicenda coinvolti anche moglie, cognato e nipote

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MILANO, 9 Marzo – Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha sequestrato altri beni che appartenevano al senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della margherita e indagato per appropriazione indebita aggravata. Ieri, infatti, le Fiamme Gialle, hanno sequestrato cinque appartamenti in un comune in provincia dell’Aquila, Capistrello, due milioni di euro su conti aperti alla Allianz Bank e una villa nel territorio di Ariccia, in provincia di Roma, data in usufrutto alla nipote di Lusi. Ai già noti 13,5 milioni di euro sottratti dal senatore, adesso si aggiungono altri 6,3, per un totale di quasi 20 milioni di euro.

Le Fiamme Gialle non escludono che questo totale possa salire ulteriormente, visto che sono in corso operazioni investigative su una serie di bonifici e su altri assegni in bianco provenienti dal conto intestato alla Margherita. Nella vicenda sono indagati anche dalla Procura di Roma la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, il cognato Francesco Giuseppe, e la nipote Micol D’Andrea, per i reati di ricettazione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Nel frattempo l’ex tesoriere della Margherita è intervenuto ieri alla trasmissione “Servizio Pubblico” di Santoro, affermando: “Questa partita è molto più grande, questa partita fa saltare il centrosinistra. Tutti sapevano tutto. O, meglio, chi lo doveva sapere lo sapeva”. Parole che hanno suscitato forti polemiche, rincarate da altre dichiarazioni: “Ho gestito 214 milioni di euro del partito e ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181. Dove sono finiti?”. Lusi si è anche difeso dicendo: “Ho mantenuto la cassa perché me l’hanno fatta mantenere, perché eseguivo ciò che mi veniva detto di fare”.

Immediata la replica della Margherita: “Le affermazioni di Lusi – spiega Titta Madia, avvocato del partito – vorrebbero essere intimidatorie, ma vanamente”. Madia spiega che è stata proprio La margherita a sollecitare ai pm “i provvedimenti di sequestro con il deposito, il 7 marzo, di una nota in cui abbiamo sostenuto che Lusi, attraverso il quotidiano Libero, abbia mandato messaggi apparentemente intimidatori”.

La situazione di Lusi, in luce dei provvedimenti scattati ieri, si è notevolmente aggravata: il senatore adesso, oltre all’accusa di appropriazione indebita aggravata, dovrà rispondere anche di trasferimento fraudolento di beni, operato in favore della moglie, del cognato e della nipote.

Augusto D’Amante

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