Frode al fisco da 10 anni, sequestrati beni per oltre 25 milioni di euro

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CREMONA, 8 Marzo – In base alle nuove misure di prevenzione previste dal nuovo Codice Antimafia, la Guardia di Finanza di Cremona, ha sequestrato carico beni e proprietà non giustificati dai redditi dichiarati al fisco, per oltre 25 milioni di euro. La persona indagata per frode, è un uomo di 53 anni di Spino d’Adda in provincia di Cremona, che per 10 anni ha frodato il fisco, passando dalla professione di semplice fattorino, ad imprenditore. Accumulando un ingente patrimonio attraverso la gestione di false fatture per oltre 600 milioni di euro, oltre a disponibilità finanziarie di oltre un milione di euro.

Negli anni l’uomo aveva acquistato un’azienda agricola con 17 terreni e vigneti, un allevamento di cavalli, 7 immobili, tre lussuosi bar nel centro di Lodi, una collezione d’auto d’epoca, diverse autovetture di lusso, tra le quali Ferrari e Porsche, uno yacht Riva di 28 metri di lunghezza del valore di quasi 5 milioni di euro. Oltre alla ristrutturazione dell’azienda agricola “costatagli” 450 mila euro, l’uomo, è risultato proprietario anche di 3 posti-barca nel porto di Genova, per 1,2 milioni di euro, e un caravan per il trasporto di cavalli, per 350.000 euro.

Il tribunale di Cremona, ha subito disposto il sequestro dei beni non dichiarati, applicando le misure di prevenzione previste per i delinquenti abituali e socialmente pericolosi. Questo appunto, è il primo caso in Italia in cui un evasore viene stato considerato socialmente pericoloso, l’indagato dovrà presentarsi davanti al giudice per giustificare il patrimonio accumulato e il tenore di vita. Di conseguenza il tribunale deciderà se confiscare i beni accumulati.

Quest’operazione è stata l’ultima tappa di un’indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Cremona, che la scorsa estate aveva smantellato un’organizzazione che, sin dal 2000, operava attraverso cooperative fittizie, gestite irregolarmente da 800 lavoratori, con lo scopo di sottrarre al fisco decine di milioni di euro.

Stefano Roselli

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