‘Ndrangheta: ecco le sentenze del maxi-processo “Crimine”

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REGGIO CALABRIA, 8 Marzo – Oltre 90 condanne e 34 assoluzioni. È questa la sentenza del maxi processo denominato “Il Crimine”, che ha visto alla sbarra 118 imputati, con il rito ordinario, davanti al GUP di Reggio Calabria Giuseppe Minutoli. In totale, sono stati inflitti più di 1600 anni di carcere. La condanna più alta, 14 anni ed otto mesi, è stata inflitta a Giuseppe Commisso, 65 anni, di Siderno, detto “u maistru”.

Questo processo era scaturito dalla maxioperazione del 13 luglio 2010 in cui, sull’asse Reggio Calabria-Milano, furono tratti in arresto oltre trecento presunti affiliati. L’operazione condotta dagli inquirenti ha svelato il volto nuovo della ‘ndrangheta: non più un insieme di cosche senza collegamento tra loro, ma un’organizzazione unitaria, fortemente strutturata su base territoriale, articolata su più livelli e provvista di organismi di vertice che prendono e ratificano le decisioni più importanti. Un’associazione ramificata in ogni continente, ma la cui testa pensante resta in provincia di Reggio Calabria.

Testa pensante che, in questo caso, sarebbe quella di Domenico Oppedisano ritenuto, dal Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il “capo crimine e custode delle regole”. Oppedisano, 81 anni, è stato condannato a dieci anni di carcere.

Il GUP Giuseppe Minutoli ha inoltre condannato a diversi anni di carcere anche altri boss e gregari della ‘ndrangheta: ad Antonino Pesce 6 anni, a Rocco Lamari 8 anni, a Cosimo Giuseppe Leuzzi, 8 anni, a Giovanni Alampi 8 anni, a Carmelo Costa 7 anni . Le assoluzioni, invece, sono state una ventina.

Luca Martano

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