Stupro L'Aquila: la ragazza di Tivoli interrogata, la mamma perdona il ragazzo

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L’AQUILA, 5 Marzo – “Poche cose, ma utili alle indagini”. Così la Procura dell’Aquila dopo aver ascoltato la giovane studentessa di Tivoli vittima di una grave violenza sessuale in una discoteca dell’Aquilano. La deposizione, durata circa un’ora davanti al pm titolare delle indagini David Mancini è stata quindi giudicata interessante ai fini dell’inchiesta che finora ha portato in carcere il 21enne Francesco Tuccia, militare originario della provincia di Avellino, di stanza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui dell’Aquila.

L’accusa è di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata. La giovane, ancora molto provata, comunque, ha confermato l’amnesia che finora non le ha permesso di ricordare le drammatiche fasi. “Alcune cose le ha dette, molte altre non le ricorda, le poche che ha detto sono utili. Intanto, le indagini non sono ancora chiuse: in particolare, proseguono le attività di riscontro delle numerose testimonianze, anche quelle dei tre sospettati: i due suoi commilitoni, un campano e un aquilano, e una ragazza, minorenne e fidanzata di quest’ultimo. La giovane ha lasciato l’aquila per una destinazione segreta per continuare le cure accompagnata dalla madre e dal padre.

Intanto arrivano le scuse da parte della famiglia del ragazzo:  “La famiglia Tuccia, il ragazzo in primis, formula le scuse alla famiglia della giovane studentessa per quanto avvenuto in discoteca, anche a causa della particolare alterazione alcolica nella quale versava la ragazza e in parte il ragazzo. Finora la famiglia Tuccia non ha chiesto scusa direttamente perché sconvolta dalla detenzione del figlio, ci sarà occasione anche di farlo direttamente. Il giovane non voleva assolutamente far del male alla ragazza. Si è trattato di una vicenda che non doveva degenerare eppure è accaduto. Attendiamo la fissazione del Riesame dell’Aquila”.

La mamma della ragazza alla domanda della stampa sul possibile perdono del militare ha risposto: “Perdonare il giovane che ha fatto tanto male a mia figlia? Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana. Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini, farò una preghiera per tutti, anche per il ragazzo”.

Valentina Ferrari

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