No Tav, Abbà fuori pericolo. Vertice a Palazzo Chigi

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TORINO, 2 Marzo – Buone notizie dalla Val di Susa: Luca Abbà, leader No Tav caduto da un traliccio dell’alta tensione lunedì scorso durante una protesta, è stato dichiarato fuori pericolo. A renderlo noto è il direttore della struttura di rianimazione del CTO di Torino, Maurizio Berardino, dove Abbà è ricoverato. “Le funzioni renale e respiratoria – afferma Berardino – stanno migliorando, è iniziato da poco un intervento chirurgico per esplorare e iniziare a rimuovere i danni provocati dalla folgorazione al sistema muscolare e nervoso”. Abbà, infatti, era rimasto folgorato dal traliccio sul quale si era arrampicato lunedì scorso per protestare contro l’ampliamento della TAV in Val di Susa, e poi si era schiantato al suolo. Nonostante le condizioni siano migliorate, i medici non hanno ancora sciolto la prognosi.

Intanto la notte in Val di Susa è trascorsa tranquilla, nonostante le proteste di ieri, mentre a Milano c’è stata una protesta alla stazione di Rogoredo. Venti manifestanti, infatti, hanno occupato temporaneamente i binari mentre entrava in stazione un Frecciarossa diretto a Roma e proveniente da Torino. I manifestanti hanno lasciato i binari poco prima dell’arrivo della Polizia Ferroviaria.

A Roma, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha convocato per il pomeriggio di oggi un vertice per verificare lo stato di avanzamento dei lavori della Torino-Lione. Nessun passo indietro, dunque, dall’esecutivo. Fatto  ribadito anche dal Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri: “Il dialogo continuerà per chiunque non voglia usare violenza e illegalità. Margini non c ene sono: l’opera è di valore fondamentale per il paese e non solo per il Piemonte. Fa parte inoltre di impegni presi con l’Europa”. Stessa linea dichiarata da Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico: “Il lavoro deve continuare nel modo migliore come previsto”. Favorevoli alla TAV anche Piero Fassino, sindaco di Torino, e Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte. Le proteste dei No Tav, che vanno avanti da anni, si sono fatte ancora più accese dopo l’incidente occorso a Luca Abbà.

Augusto D’Amante

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