Enrica Lexie: prorogata di 7 giorni la sentenza per i due militari italiani

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ROMA, 24 Febbraio – Si sta lentamente risolvendo la controversia tra Italia e India causata dall’incidente della petroliera Enrica Lexie, che ha portato all’uccisione di due pescatori indiani, della cui morte sono stati incolpati i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Infatti l’Alta Corte dello Stato di Kerala ha dichiarato l’ammissibilità del ricorso presentato dai legali italiani, prorogando di altri 7 giorni il fermo dei militari, in modo da salvarli dal carcere, mentre le autorità locali hanno accordato il permesso al team italiano di presenziare alle prove balistiche sulle armi che hanno causato la morte dei due indiani.

Si sta quindi raggiungendo un faticoso compromesso con l’India anche grazie all’impegno dell’intero governo italiano, come ha affermato il Premier Mario Monti che ha voluto rassicurare le famiglie“ di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sulla volontà di risolvere al più presto il caso. Infatti dopo essere riusciti a dimostrare, tramite le immagini satellitari, che al momento dell’incidente l’Enrica Lexie si trovava in acque internazionali, i legali incaricati di seguire i due militari, hanno anche ottenuto una proroga fino a Martedì, della sentenza che vedrebbe condannare i due italiani.

Continuano anche le trattative che vedono all’opera il sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, “fiducioso per le misure adottate dall’India“, che ha incontrato ieri i due marò, accompagnato dall’ambasciatore italiano, Giacomo San Felice. L’Italia è con loro e non li lasceremo mai soli, ha commentato poi lo stesso davanti ai giornalisti al termine della visita. Tuttavia, nonostante la fiducia espressa dai diplomatici italiani, la tv locale indiana Ndtv ha parlato di “negoziati impossibili” dopo l’incontro con lo “chief minister” dello stato indiano del Kerala, Oomen Chandy, aggiungendo che i pescatori sono stati “uccisi in maniera brutale”, negando per questo al team italiano l’incontro richiesto con le famiglie delle vittime.

 Chiara Cavaterra

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