Costa Concordia: trovati altri 8 corpi e indagate per il naufragio 9 persone

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ROMA, 23 Febbraio – Si sta per raggiungere l’epilogo del tragico naufragio della Costa Concordia con il ritrovamento di ieri di altri 8 corpi, tra cui quello della piccola Dayana Arlotti, che ha fatto salire a 25 il numero delle vittime accertate, mentre 7 persone risultano tutt’ora scomparse. Intanto il numero degli indagati, ritenuti colpevoli dell’incidente, sale a 9, coinvolgendo anche alcuni dei vertici della Costa.

Nella giornata di ieri, nonostante le difficoltà causate dal maltempo, non si sono fermate le operazioni dei sommozzatori, che hanno rinvenuto sul ponte 4 altri 8 cadaveri, di cui ne sono già stati recuperati 4, tra cui quello della piccola Dayana Arlotti, una bambina di soli 5 anni, che ha perso la vita nel naufragio insieme al padre, la cui salma è probabilmente tra quelle rinvenute. Il ponte 4, che è stato definito la “zona maledetta” della nave, è quello situato nei pressi delle scialuppe, dove quel fatidico 13 Gennaio, in molti, non ce l’hanno fatta a mettersi in salvo, e che si è rivelato essere quindi una trappola mortale. Le operazioni di recupero dei restanti 4 corpi, sono riprese questa mattina, dopo lo stop per il mare mosso e l’oscurità, causando inoltre l’interruzione dell’intervento per il recupero del carburante della Concordia.

Intanto, dopo un mese di indagini, il procuratore di Grosseto ha formalizzato l’accusa contro altre 7 persone, quattro ufficiali e tre manager di primo livello della società, che si vanno a sommare al già indagato Comandante Schettino e al primo ufficiale Ciro Ambrosio. Infatti i tre manager, il vicepresidente esecutivo per le operazioni della flotta, Manfred Ursprunger, il direttore dell’Unità di crisi, Roberto Ferrarini, e uno dei suoi collaboratori, Paolo Parodi sono accusati di “cooperazione in omicidio colposo” poiché quella notte “quali rappresentanti legali della società e responsabili delle decisioni a tutela della sicurezza delle persone trasportate, hanno omesso di suggerire al comandante soluzioni idonee”. Inoltre, come si legge nell’avviso di garanzia del procuratore, “hanno limitato i lavori dell’unità di crisi a compiti puramente logistici, omettendo di contattare la direzione marittima della Capitaneria di porto di Livorno”. Si attende quindi il 3 Marzo, giorno in cui, con incidente probatorio, verranno incaricati i periti di procedere all’esame della scatola nera della nave e dunque gli indagati dovranno essere nelle condizioni di potersi difendere dall’accusa loro rivolta.

Chiara Cavaterra

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