Pericolo terrorismo in Italia: il capo della Polizia teme il movimento anarchico No Tav

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ROMA, 23 Febbraio – Durante un’audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera, il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha affermato che l’Italia potrebbe essere vittima di una nuova stagione di terrorismo per mano del movimento anarchico-insurrezionalista italiano.

«Finora gli anarchici italiani non hanno ucciso solo per caso». Queste le parole del capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove ha spiegato che le organizzazioni anarco-insurrezionaliste stanno «per fare il salto di qualità: si parla di assassinio e dobbiamo capire che se fino ad oggi non è accaduto è perché abbiamo avuto la fortuna che non accadesse». «Non lancio allarmi –ha poi aggiunto – ma racconto cose che ci risultano perché lavoriamo». Infatti ha poi esposto dati preoccupanti raccolti, espressione di un clima di tensione: nel 2011 ci sono state 10.461 manifestazioni, con un incremento del 42% rispetto al 2008-2009. In 187 casi, ovvero l’1,8% del totale, ci sono stati quelli che Manganelli definisce “episodi di effervescenza”, che possono essere andati “dai dissensi espressi con fischi fino alle cariche”. Poi lo stesso capo della Polizia ha spiegato che questo clima di pericolosità è stato creato anche dalla presunta adesione degli anarchici italiani al patto di Atene «con le Cellule della cospirazione di fuoco greche che hanno proposto di formare un network internazionale per fare azioni violente antisistema». A conferma di ciò, ci sarebbe l’ultimo rapporto della Digos sugli scontri in Val di Susa del popolo No Tav, quando un sottufficiale dell’Arma fu letteralmente preso in ostaggio evidenziando così come ogni azione sia organizzata in maniera precisa e con addestramenti paramilitari.

Ma immediata è la replica del leader del movimento No Tav, citato nel discorso di Manganelli: “Stanno ripercorrendo le stesse mosse che hanno fatto con le Brigate Rosse: stanno criminalizzando un movimento perché non hanno alcun altro modo per batterlo. Questo sta creando un allarmismo ingiustificato perché noi siamo un movimento pacifico”. In risposta il capo della Polizia ha ribadito di temere proprio gli estremisti che operano nei movimenti pacifici.

Chiara Cavaterra

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