Enrica Lexie: continua la crisi tra Italia e India, restano in carcere i due marò italiani

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ROMA, 23 Febbraio – Prosegue il contenzioso tra Italia e India dopo l’incidente avvenuto una settimana fa nel Mar Arabico, che ha coinvolto la petroliera Enrica Lexie e due pescatori indiani, presumibilmente uccisi dai due militari italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Per il momento i due governi, tra cui si è scatenata una crisi diplomatica, sono riusciti a convenire soltanto sul fatto che, al momento dell’incidente, la petroliera si trovasse in acque internazionali: tuttavia tale chiarificazione non cambia la situazione dal momento che il codice penale indiano prevede l’applicazione delle sue norme anche se le navi si trovano fuori dalle acque territoriali. Infatti Kaur ha subito precisato: “Loro hanno la loro interpretazione, noi abbiamo la nostra. Per quello che ci riguarda qui in India noi ci muoveremo in base alle nostre leggi”. In base a questo sarebbe ancora lecito quindi il sequestro dell’Enrica Lexie, ancorata presso la località costiera di Kochi, dove le autorità locali hanno preso sotto custodia anche i due marò italiani coinvolti. Al riguardo, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha assicurato ieri in Senato: ”La tutela dei nostri marò è assoluta e vogliamo riportarli a casa il più presto possibile, anche se ciò deve avvenire in modo da non intaccare i rapporti con l’India”.

Intanto i legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che si trovano sotto custodia della polizia a Kochi, hanno presentato oggi un ricorso all’Alta Corte del Kerala contro l’istruttoria in corso ai loro danni, sottolineando che l’incidente in cui sarebbero coinvolti e’ avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane. I giudici del tribunale hanno fatto sapere tuttavia che si avrà solo domani il loro responso sull’ ammissibilità o meno della richiesta, proprio quando i due militari saranno nuovamente portati davanti al magistrato di Kollam (a 150 chilometri da Kochi). L’udienza, fissata alle 16, ora locale, cioè le 11.30 in Italia, è molto significativa in quanto il magistrato potrebbe estendere la custodia della polizia per gli arrestati o mandarli in prigione. Il team diplomatico italiano ha anche fatto richiesta di condurre congiuntamente con la polizia locale la perlustrazione della petroliera.

Chiara Cavaterra

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