Costa Concordia: recuperato 67% del carburante. Riprese le ricerche dei dispersi

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ISOLA DEL GIGLIO, 21 Febbraio – Le operazioni di svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia raggiungono un primo, importante traguardo. Dei 15 serbatoi della nave naufragata il 13 gennaio scorso, 6 sono stati svuotati e il 67% del carburante è stato prelevato dalla nave. Ora restano da svuotare i restanti nove serbatoi e le cisterne della sala macchine. Un’ottima notizia per il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, e per l’ecosistema del parco, ma i livelli di allerta non scendono, almeno fino a quando tutto il carico di veleni non verrà messo in sicurezza.

Interviene anche il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, che ha annunciato un vertice per il prossimo 1 marzo in accordo con Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile. Il vertice riguarderà il riepilogo delle operazioni svolte fino ad oggi e il programma delle varie iniziative per la messa in sicurezza dell’area. I tecnici della Neri Smit, società che si occupa delle operazioni di svuotamento dei serbatoi, continueranno il lavoro, condizioni meteo marine e riposizionamento del pontone permettendo, nei prossimi giorni e si prevedono altre tre settimane di lavoro. Le condizioni meteo nell’area, infatti, hanno costretto i tecnici a sospendere le operazioni: le autorità hanno infatti notato un movimento della nave più significativo rispetto ai giorni scorsi. La prua si è mossa di 3,5 mm all’ora per un totale di 2 cm in cinque ore.

I Vigili del Fuoco, intanto, hanno installato ieri i mezzi necessari per riprendere l’operazione di ricerca dei 15 dispersi, concentrandosi soprattutto sul ponte 4. A coadiuvarli, sono giunti da Francia, Svezia, Germania e Svizzera i sommozzatori della Protezione Civile Europea. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo dei palombari e di un altro gruppo della PCE. Sul fronte delle indagini, ieri sono stati diffusi i risultati, non ancora ufficiali, della perizia tossicologia eseguita sul comandante Schettino. Marcello Chiarotti, professore che ha eseguito la perizia, ha affermato che Schettino non aveva assunto cocaina, ma è emerso, però, che tracce molto modeste della droga erano presenti sull’esterno del campione di capelli analizzato dall’istituto di medicina legale dell’Università Cattolica di Roma. Le ipotesi che vengono avanzate, dunque, riguardano la possibilità che Schettino possa essere stato in contatto con qualcuno che aveva assunto o toccato cocaina o che il capitano avesse appoggiato la testa su una superficie dove si trovavano resti della sostanza.

Augusto D’Amante

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