Napolitano contestato in Sardegna: "Non rappresento le banche"

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ROMA, 21 Febbraio – Una giornata particolarmente movimentata quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi si è recato a Cagliari in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Il capo dello Stato è stato infatti accolto da applausi, ma anche da presidi di protesta e contestazioni durante tutte le tappe della sua visita nel capoluogo sardo.

Un gruppo di manifestanti di “Sardigna Natzione”, “anti-Equitalia” e “Movimento pastori” insieme ad alcuni studenti e disoccupati, ha atteso l’arrivo del Presidente della Repubblica al municipio di Cagliari con fischi, urla e slogan di protesta. Napolitano, nel corso del suo intervento, ha parlato del sistema attuale che “lascia scoperte zone di povertà” e delle modifiche che dovrebbero essere apportate per migliorarlo. “La coesione sociale è importante per la crescita del Paese e non significa immobilismo, ma mettere in piedi un sistema di welfare e sicurezza sociale diverso da quello che è stato creato in passato” ha spiegato il capo dello Stato. La contestazione è proseguita nel pomeriggio al palazzo del Consiglio regionale, e al teatro Lirico di Cagliari, dove Napolitano ha preso parte al convegno dal titolo “Il contributo della Sardegna all’Unità d’Italia”. Anche qui l’accoglienza riservata al Presidente da studenti universitari, pastori, “anti-Equitalia” e “Movimento delle partite Iva”, non è stata delle migliori. I manifestanti, tra cui anche i sindaci del Sulcis, hanno chiesto invano un incontro con il capo dello Stato, rendendo evidente la situazione di grave crisi in cui versa l’isola.

“Io so benissimo quale carica di malessere, malumore, malcontento e protesta ci sia nell’isola in questo momento. Ma occorre rimanere padroni di noi stessi e delle situazioni per quanto difficili e urticanti siano”, è stata la risposta del Presidente della Repubblica alle proteste indirizzate contro di lui. “Sento la responsabilità di sostenere il rilancio dell’Italia, visto che non rappresento le banche e il grande capitale finanziario, come qualcuno umoristicamente crede e grida” ha poi affermato Napolitano durante il convegno al teatro Lirico, riferendosi ai contestatori. Quanto al divario tra Nord e Sud, per il Presidente della Repubblica, questo rimane uno dei problemi più gravi del Paese, un nodo tuttora irrisolto. “Continuo a credere che la maggiore incompiutezza del processo di unificazione dell’Italia è il divario fra Nord e Sud è una questione che non siamo riusciti a colmare e che non è solo economica e sociale, ma anche civile ed istituzionale, una questione assolutamente ineludibile” ha spiegato il Capo dello Stato.

Francesca Garreffa

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