Ucciso in un agguato il caporeparto all’uscita dell’azienda

Home»Italia»Cronaca»Ucciso in un agguato il caporeparto all’uscita dell’azienda

ROMA, 8 Febbraio – E’ giallo nel trevigiano dove un caporeparto di un’azienda è stato ucciso a colpi di pistola al termine del suo turno, nella zona industriale di Pieve di Soligo. La vittima, Emanuele Simonetto, è un uomo di 49 anni e il suo corpo privo di vita è stato ritrovato davanti l’azienda ieri sera. Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe un agguato in piena regola, che non ha lasciato scampo alla vittima. L’uomo è stato bersaglio dapprima di una pallottola che ha frantumato il parabrezza dell’auto e in un secondo momento è stato colpito da una seconda pallottola (e forse anche da una terza) che non gli ha lasciato scampo, mentre cercava di fuggire a piedi.

Il pubblico ministero Giovanni Valmassoi, affiancato dal colonnello Gianfranco Lusito, del comando provinciale di Treviso, stanno cercando di far luce sulla vicenda che presenta molti lati oscuri.  Emanuele Simonetto, nativo di Castelfranco Veneto, a lungo residente a Treviso ma da diverso tempo abitante a Soligo, giaceva a terra senza vita almeno dalle 18.45 di ieri sera. Il corpo era nascosto dietro un’ Opel Astra con i fari ancora accesi che fendevano il buio ed era coperto da un telo. Il titolare della fabbrica ha avvertito le forze dell’ordine dopo essere uscito fuori sentendo il colpo di pistola, che inizialmente credeva fosse un petardo esploso. I rilievi dei carabinieri, affidati alla sezione scientifica dell’Arma, non hanno permesso di rinvenire i bossoli. I militari stanno anche indagando per cercare di capire quanti sono stati i colpi di pistola. Intanto due sono i punti di entrata riscontrati dal medico legale sulla salma. Bisogna anche stabilire se Simonetto ha perso la vita nel momento in cui entrava in macchina o successivamente mentre cerava di scappare.

Il colonnello Lusito afferma di dover seguire tutte le piste possibili e che i militari cercheranno di raccogliere il maggior numero di indizi. Intanto si cerca anche di interrogare alcune persone, tra cui quella che ha dato l’allarme, che potrebbero fornire informazioni utili.

Sabrina Bachini

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.