Diminuire il traffico e l’inquinamento sulle Dolomiti nasce una sorta di Area C stile Milano

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ROMA, 21 Gennaio – La provincia autonoma di Bolzano afferma sui passi dolomitici e sullo Stelvio, auto e moto, camper e bus devono pagare il pedaggio se vogliono transitare.  Le dolomiti ricopiano il decreto emanato a Milano auto per transitare sul passo Pordoi, sul Gardena e sul Sella. Lo scopo è lo stesso, ridurre il traffico e l’inquinamento.

“Contiamo di far pagare un pedaggio di 5 euro ad auto e moto, di 12,50 ai camper e di 25 agli autobus”, conferma l’ assessore provinciale Florian Mussner: “Per attuare il nostro progetto – aggiunge – ci serve la collaborazione delle Province di Belluno, Trento e Sondrio”. Infatti i passi non sono tutti esclusivamente dell’ Alto Adige, ma condividono uno dei due versanti con le provincie limitrofe. Per esempio lo Stelvio  è da una parte Bolzano, dall’ altra Sondrio oppure il passo del Pordoi in comproprietà tra Belluno e Trento o ancora del Campolongo diviso da Bolzano e Belluno. “Se ci saranno problemi – aggiunge ancora Mussner – punteremo molto sui passi della nostra provincia come il Gardena”.

La Giunta provinciale altoatesina pensa di rendere operativo il progetto già in primavera, con il passo dello Stelvio che d’ inverno è sempre chiuso per le severe condizioni climatiche. Pra, capofila degli imprenditori della zona, ex assessore al turismo ed ex vice presidente della Regione Veneto afferma: “Noi i passi non li chiuderemo mai, se vogliono chiudano i loro! Vivono nell’ abbondanza, hanno tutto e noi non abbiamo niente. Da noi ci sono vallate che se chiudono i passi muoiono, per giunta in un momento economicamente molto difficile come questo. Bisogna avere i piedi per terra”.

La polemica non finisce qui sono perplessi anche gli ambientalisti: “Abbiamo sempre sostenuto l’ uso del trasporto pubblico e la limitazione di quello privato . Il pagamento di un pedaggio può essere una soluzione per limitare il traffico ma non certo in questa situazione. Ai piedi dei passi mancano i parcheggi sufficienti per fermare le auto a fondovalle e non c’ è un servizio di trasporto pubblico adeguato ai bisogni di chi frequenta la montagna. L’ ente pubblico nel momento in cui mi mette una tassa deve dare un servizio”. Anche l’alpinista Reinhold Messner non è del tutto d’accordo a patto che siano predisposti mezzi alternativi, come servizi di bus navetta e impianti di risalita in grado di accompagnare i visitatori all’interno di quest’area, tutelata dall’Unesco.

Valentina Ferrari

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