Sciopero in Sicilia, l’allarme di Confindustria: la mafia nella protesta

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ROMA, 19 Gennaio – Prosegue per il quarto giorno consecutivo in Sicilia lo sciopero proclamato dal movimento “Forza d’urto”, sigla che raggruppa gli agricoltori del “Movimento dei Forconi”, gli autotrasportatori aderenti all’Aias (Associazione imprese autotrasportatori siciliani) e i pescatori. Al centro della protesta, iniziata lunedì scorso, l’aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali.

“Tra gli agricoltori e gli autotrasportatori che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, abbiamo rilevato direttamente, e attraverso i nostri associati, la presenza di personaggi legati alla criminalità organizzata”. Questo l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello. “Non cerchiamo frasi ad effetto” ha poi aggiunto in merito alla protesta che da quattro giorni sta agitando l’intera isola. “Se diciamo certe cose è perché si tratta di presenze inquietanti.” Sulla stessa linea si è espresso anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. Secondo il magistrato, l’allarme lanciato da Confindustria in merito a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste “è un allarme al quale dovrà darsi la massima attenzione perché se Confindustria ha questo tipo di cognizione del problema, la cosa è della massima serietà e non può essere trascurata”. Parole durissime, che hanno scatenato l’immediata reazione dei manifestanti. Martino Morsello, rappresentante del “Movimento dei Forconi”, ha annunciato l’intenzione di iniziare uno sciopero della fame. “Con sdegno il nostro movimento denuncia una campagna denigratoria del presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello, e di tutti i rappresentanti di categoria, per le gravi dichiarazioni diffamatorie rese alla stampa, dove parlano di infiltrazioni di mafia dietro il Movimento dei forconi” ha spiegato Morsello.

Intanto in tutta l’isola si registrano disagi dovuti al blocco di strade, ferrovie, porti da parte dei manifestanti. A Palermo la benzina è ormai esaurita. I distributori di carburante sono a secco e quei pochi che hanno ancora a disposizione delle scorte sono stati presi d’assalto dagli automobilisti. Le cose non vanno meglio nei supermercati, dove cominciano a scarseggiare generi di prima necessità. Per fronteggiare la situazione, il governatore siciliano Raffaele Lombardo ha convocato per oggi un vertice alla Presidenza della Regione siciliana con i prefetti di Palermo e Catania, gli assessori all’Energia e all’Agricoltura e una delegazione di manifestanti. Al termine dell’incontro, il leader degli autotrasportatori Giuseppe Richichi ha fatto sapere che i blocchi andranno avanti fino a domani sera. E’ inoltre prevista per le 18 di domani una riunione a Catania, nel corso della quale si deciderà in che modo proseguire la protesta.

Francesca Garreffa

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