Naufragio del Giglio, trovati due coreani ancora a bordo. Miracolo Giampetroni

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ROMA, 15 gennaio – Proseguono le ricerche all’interno dell’ammiraglia della Costa Crociere, la Costa Concordia, tristemente inabissatasi davanti all’Isola del Giglio nella notte fra il 13 e il 14 gennaio dopo essersi incagliata negli scogli che si trovano a circa 50 metri dall’isola, nei pressi di Punta Gabbianara.

Ed è stata appunto l’estrema vicinanza alla costa della nave a provocarne l’incidente; un gigante del mare come questo avrebbe dovuto transitare ad almeno 5 miglia dalla terraferma. Ma così non è stato, perché pare che il passaggio ravvicinato fosse voluto dal comandante della nave e dal sindaco dell’isola, lieti di dare spettacolo ai passeggeri e ai turisti, omaggiandoli della visione della nave da crociera illuminata nella notte dell’Arcipelago Toscano.

Una motivazione davvero futile per un bilancio tragico: 3 morti, una sessantina di feriti di cui uno grave e 38 dispersi.

E’ delle ultime ore la buona notizia del ritrovamento di una coppia di neo-sposi coreani in viaggio di nozze nel Mediterraneo: erano rimasti chiusi nella loro stanza per più di 24 ore. Inoltre i soccorritori sono riusciti a portare in salvo anche il capo commissario di bordo Marrico Giampetroni.

Le operazioni di salvataggio risultano complicate anche dal fatto che, al momento del black-out provocato dall’impatto, le serrature elettroniche delle cabine si siano bloccate; è ipotizzabile, quindi, che qualcuno vi sia rimasto intrappolato.

Messo agli arresti il capitano, il campano Francesco Schettino, 52 anni: è accusato di naufragio, omicidio colposo e abbandono della nave.

Costanza Ferruzzi

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